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lunedì 19 Ottobre 2026

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Esteri

Droni e minacce ibride, l’allarme USA svela fragilità nella difesa nazionale

L’allarme Usa sull’insicurezza contro i droni e la guerra ibrida mette in luce fragilità nella difesa nazionale e la necessità di una strategia integrata.

L’allarme lanciato dagli Stati Uniti sulla difesa contro i droni e la gestione delle minacce ibride ha messo in luce una serie di fragilità nella protezione delle infrastrutture strategiche e nella capacità di rispondere a scenari complessi. L’analisi del generale Pasquale Preziosa, basata su dati e osservazioni di esperti come il contrammiraglio in congedo Mark Montgomery, sottolinea come la superiorità militare non basti a garantire la sicurezza nazionale in un contesto in cui le minacce si estendono al di fuori dei confini tradizionali della guerra convenzionale.

La guerra ibrida richiede una difesa integrata. L’uso di droni, attacchi informatici, disinformazione e pressione economica rappresenta un’evoluzione delle strategie di conflitto che mette a dura prova la capacità di difesa degli Stati. Secondo Montgomery, la diffusione di capacità offensive accessibili ha modificato le condizioni in cui una potenza può proteggere il proprio territorio e mantenere la libertà d’azione. L’attore ostile può sfruttare questa frammentazione per ritardare l’attribuzione delle responsabilità e rendere più difficile una decisione politica sulla risposta.

Le lacune statunitensi e la preparazione internazionale

Le lacune statunitensi nella difesa contro i droni, evidenziate da Montgomery, sollevano interrogativi sulla preparazione degli altri Paesi. Se gli Stati Uniti, pur disponendo di capacità militari, tecnologiche e informative avanzate, presentano vulnerabilità, quale livello di preparazione possono raggiungere gli altri? L’esperienza dell’Ucraina ha dimostrato come la guerra ibrida richieda una strategia integrata che unisca capacità militari, intelligence e resilienza civile. La protezione delle infrastrutture è cruciale. La protezione delle infrastrutture strategiche, come aeroporti e impianti energetici, diventa cruciale per mantenere la continuità operativa e la sovranità nazionale. Un esempio concreto è il caso del drone rinvenuto all’aeroporto di Lipsia/Halle, dove un ordigno esplosivo ha messo in pericolo la sicurezza. L’episodio, attribuito alla Russia, ha evidenziato come un singolo evento possa coinvolgere intelligence, difesa aerea, autorità politiche e relazioni internazionali.

La difesa nazionale e la cooperazione internazionale

La difesa nazionale deve coniugare sicurezza e difesa, integrando competenze e responsabilità in modo definito. I domini terrestre, marittimo, aereo, spaziale e cibernetico sono interconnessi e richiedono una strategia che permetta di osservare, comunicare, muoversi e decidere in modo coordinato. La protezione del singolo mezzo o impianto deve essere valutata insieme alla continuità del sistema nel quale opera. La cooperazione con gli alleati, come nel caso del programma Salis, è fondamentale per garantire la capacità di trasporto e logistica. La protezione delle infrastrutture non è solo un problema nazionale, ma un tema di interesse internazionale. La fragilità di un Paese può influenzare la stabilità di un’intera regione. L’allarme americano impone quindi di verificare la preparazione dell’intero sistema nazionale, con una strategia che unisca difesa, intelligence e resilienza civile.

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