Un autunno che sembra preannunciare tensioni e proteste, ma non una risposta politica adeguata. Francesco Sisci, in una riflessione pubblicata il 19 ottobre 2026, sottolinea come l’Italia, pur sentendo un malessere profondo, non abbia trovato soluzioni concrete. Matteo Renzi e il Movimento 5 Stelle avevano intercettato un disagio diffuso, ma le risposte non sono state sufficienti. Dopo quattro anni di stabilità di governo, l’esecutivo o l’opposizione non paiono rispondere ai bisogni del Paese.
La protesta non è nuova, ma la risposta politica sì
Le manifestazioni, spesso legate a questioni di sicurezza e ordine pubblico, rappresentano l’altra faccia di una protesta di fondo. Da anni, la gente esprime il suo dissenso disertando le urne, ma non si sente rappresentata da alcuna forza politica. Sisci sottolinea che la politica non è più in grado di rispondere alle esigenze del Paese, né di dare una visione chiara e concreta. La mancanza di una risposta politica di alto livello rischia di trasformare l’autunno in un periodo di rivoluzione. La politica non è più in grado di rispondere alle esigenze del Paese. La protesta, pur se espressa in piazza, è il risultato di un dissenso profondo che non trova spazio nei meccanismi democratici. Sisci ricorda che anche in passato, quando le proteste erano più gravi, la politica aveva saputo rispondere. Oggi, invece, sembra che manchi una visione, una leadership e una capacità di ascolto.
La polizia non può essere l’unica risposta
La sicurezza, pur essenziale, non può essere l’unica soluzione. Gli agenti per strada non possono essere l’ultimo e unico cordone di difesa. Sisci ricorda che i piloti stranieri e i teppisti non sono nuovi nella storia italiana, ma oggi si organizzano in modo diverso, utilizzando piattaforme sociali e app mobili. Questo rende più complessa la gestione delle situazioni di tensione. La polizia, se ridotta a un ruolo esclusivo di controllo, rischia di essere sottoposta a pressioni e di non essere più in grado di mantenere l’ordine.
La risposta deve essere politica, istituzionale e articolata. Non si può lasciare la politica nelle mani di gruppi estremi o di movimenti che cercano di cavalcare le tensioni. Sisci sottolinea che la politica deve parlare con umiltà e chiarezza, affrontando i problemi di lungo termine che circondano l’Italia. Le guerre che assediano il Paese non possono essere ignorate, ma devono essere affrontate con una visione chiara e una strategia condivisa.
La mancanza di una risposta politica rischia di trasformare l’autunno in un periodo di rivoluzione. La situazione non è straordinaria, ma la mancanza di una risposta adeguata la rende preoccupante. Sisci ricorda che le proteste degli anni ’70 furono più gravi, ma allora la politica rispondeva. Oggi, invece, sembra che manchi una visione, una leadership e una capacità di ascolto. L’autunno si preannuncia caldo, ma la risposta politica manca. E questo potrebbe portare a conseguenze più gravi.



