Il 1976 fu un anno cruciale per i Rolling Stones, un periodo in cui la band, ormai un simbolo della musica rock, affrontò sfide interne e esterne, ma riuscì a regalare al pubblico un tour che rimane ancora oggi un ricordo indelebile. A Mick Jagger dicevano «questo sarà l’ultimo tour dei Rolling Stones» già nel 1976, un’affermazione che risuonava spesso tra i media e i fan, ma la band non si fermò. Il tour europeo, che si svolse tra aprile e giugno, fu un evento di grande risonanza, con biglietti esauriti e una serie di storie che raccontano l’essenza della band.
Un tour che fece scalpore
La tournée del 1976 fu la prima dopo tre anni e fu accompagnata da un’immensa richiesta di biglietti. Il promotore Harvey Goldsmith aveva previsto un milione di ordini postali per le sei serate all’Earls Court di Londra, dove la principessa Margaret visitò il backstage durante la terza serata. La stampa fu entusiasta, con l’Evening Standard che titolò «Bentornati a casa!» e il Record Mirror che li definì «ancora la rock band più emozionante del mondo». L’after-show al pub Cockney Pride in Jermyn Street vide l’arrivo di nomi come Tom Waits, Van Morrison e John Entwistle, un’altra prova del fascino della band.
Effetti speciali e sfide logistiche
Le scenografie del tour erano sempre più imponenti e costose, con un budget di 150.000 sterline e una squadra di quattordici persone per l’allestimento. Circa 300 luci fluttuavano a 9 metri sopra il palco, per un peso complessivo di 16 tonnellate. Il fallo gonfiabile di 4,5 metri, pur essendo spesso sgonfio a causa della mancanza d’aria, fu lodato da The Guardian e altri media per l’illuminazione e gli effetti speciali. Tuttavia, il tour non fu privo di problemi: la sicurezza fu un tema di preoccupazione, soprattutto durante i concerti europei.
Keith Richards, alle prese con problemi legali legati alla droga, dovette affrontare un ulteriore peso emotivo quando lui e Anita Pallenberg persero la loro bambina di dieci settimane, Tara. Il musicista tenne segreta la notizia, portando avanti il tour e il successivo concerto da headliner ad agosto a Knebworth, in cartellone insieme ai Lynyrd Skynyrd, i 10cc e Todd Rundgren. Anche se il tour fu un successo, non mancarono i problemi: durante le date nel Regno Unito, un ritardo di tre ore causò la conclusione del concerto alle due del mattino, con un’esibizione rara di Little Red Rooster di Willie Dixon.
Un tour che segnò un’epoca
Il tour del 1976 fu un momento di grande importanza per i Rolling Stones, non solo per la sua grandezza, ma anche per le sfide che la band affrontò. Mick Jagger, in un’intervista a Crawdaddy, disse: «Tutti dicono che deve essere l’ultimo tour, ma non capisco perché. Preferisco fare questo piuttosto che lavorare nella pubblica amministrazione». Queste parole rivelano l’entusiasmo e la passione che la band aveva per il loro lavoro, nonostante le difficoltà. Il tour fu anche un’occasione per riconciliare la band con il pubblico, dopo anni di critiche e commenti su età e valore artistico.
Il tour del 1976 fu un evento che rimase nella memoria di milioni di fan, un momento in cui i Rolling Stones dimostrarono ancora una volta il loro potere e la loro capacità di emozionare. Con un mix di musica, storie e sfide, il tour fu un’esperienza unica, che segnò un’epoca e lasciò un’impronta indelebile nella storia della musica rock.



