La bigliettaia Annalisa Cucchelli, trovata morta in casa il 14 maggio 1998, ha visto il suo caso risolto dopo 28 anni. La donna, 56 anni, si è tolta la vita per debiti insostenibili, ha rivelato il pubblico ministero Sergio Dini e i carabinieri del Ris. Il corpo della donna era stato trovato nella sua abitazione di via Alessio Valerio, con numerose coltellate al collo e al mento. Inizialmente si era pensato a un omicidio, ma le indagini hanno rivelato una verità diversa.
Un suicidio per debiti insostenibili
Annalisa Cucchelli, bigliettaia della stazione ferroviaria, aveva accumulato debiti che non riusciva più a gestire. Secondo gli inquirenti, la donna aveva chiesto prestiti a diverse persone e aveva saccheggiato mensilmente lo stipendio per pagare i creditori. Tuttavia, i debiti avevano assunto proporzioni enormi rispetto alle sue entrate. La disperazione ha portato la donna a decidere di togliersi la vita, infliggendosi diciannove coltellate tra il collo e il mento.
La verità è emersa grazie a nuove indagini.
Nel 2012, il Nucleo investigativo, allora comandato dal tenente colonnello Francesco Rastelli, ha voluto riaprire il caso Cucchelli. Gli inquirenti hanno scoperto una traccia importante, ma quando hanno cercato l’arma del delitto, hanno scoperto che era sparita. L’arma era stata distrutta su ordine della Procura. Tuttavia, gli investigatori non si sono arresi e hanno continuato le indagini con l’aiuto del Ris, arrivando alla soluzione del caso.
Le prove che escludono un omicidio
I carabinieri, affiancati da un medico legale, hanno appurato che i tagli sul collo e sul mento non erano profondi. Un assassino avrebbe inferto colpi molto più potenti. Inoltre, Annalisa non presentava nessuna ferita da difesa né sulle mani né sulle braccia. Questo segno inequivocabile ha escluso la possibilità di una colluttazione con un ipotetico carnefice.
Le indagini hanno rivelato una serie di ammanchi.
È emerso che la donna aveva chiesto denaro in prestito a più persone, mentre nelle casse della stazione ferroviaria erano stati registrati diversi ammanchi. Inoltre, quando i carabinieri hanno trovato il corpo senza vita della 56enne in casa, non era stato rubato nulla. La donna aveva deciso di morire, ma non aveva il coraggio fino a quando è riuscita a portarsi il colpo fatale. La Procura ha deciso di archiviare il fascicolo, dopo che il pubblico ministero Sergio Dini ha confermato la verità del suicidio. Il caso di Annalisa Cucchelli, che aveva visto un’inchiesta lunga 28 anni, è finalmente chiuso con una verità che ha svelato una tragedia personale e una crisi finanziaria insostenibile.



