L’Iran e la Russia hanno intensificato la loro collaborazione strategica in un momento di crescente instabilità regionale, come ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Mai nella storia abbiamo collaborato con la Russia strettamente come ora”, ha sottolineato Araghchi, riferendosi a un incontro con il ministro russo degli Esteri Sergey Lavrov a Teheran. L’intesa tra i due Paesi, che si estende a diversi settori, include la difesa, l’economia e la politica internazionale, con un focus particolare sul Medio Oriente e sulle relazioni con gli Stati Uniti e Israele.
Collaborazione strategica e tensioni regionali
La collaborazione si colloca in un contesto di crescente tensione tra l’Iran e i suoi avversari, con attacchi missilistici e aerei che si intensificano in Yemen e in Gaza. Gli Houthi, gruppo filo-iraniano, hanno lanciato un attacco contro un centro di addestramento militare, causando almeno 58 morti e oltre 200 feriti. Al contempo, gli attacchi israeliani su Gaza hanno portato a nuove vittime, tra cui due bambini, secondo fonti mediche citate da Al Jazeera. L’Iran ha accusato gli Stati Uniti e Israele di essere responsabili delle conseguenze di tali aggressioni, minacciando ritorsioni in caso di ulteriori attacchi.
La Russia si dimostra disponibile a una soluzione diplomatica
La Russia, attraverso il ministro Lavrov, ha espresso la sua disponibilità a trovare una soluzione diplomatica per i conflitti regionali, ma ha anche sottolineato l’importanza della collaborazione con l’Iran. L’Iran, da parte sua, ha rafforzato le sue difese, con le Guardie Rivoluzionarie che hanno abbattuto un drone MQ9 statunitense nello Stretto di Hormuz. L’evento ha suscitato reazioni internazionali, con l’Arabia Saudita che ha dichiarato di aver intercettato un missile balistico diretto verso la capitale. La minaccia di colpire i cavi di comunicazione sottomarini nell’area ha ulteriormente alimentato le tensioni.
La collaborazione tra Iran e Russia si estende anche a livello militare, con l’invio di caccia britannici in Arabia Saudita per supportare le operazioni di difesa contro gli Houthi. Il ministro della Difesa britannico Wes Streeting ha spiegato che l’intervento mira a proteggere le città saudite e le infrastrutture critiche. Al contempo, il governo iraniano ha sconsigliato ai cittadini di viaggiare in Francia, Belgio e Italia, a causa di disordini e tensioni locali. L’escalation delle tensioni ha portato a un aumento dei prezzi del petrolio, con il Brent che ha superato i 100 dollari al barile.
Supporto internazionale e risposte regionali
La situazione si complica ulteriormente con l’intervento del Pakistan, che ha fornito supporto militare all’Arabia Saudita per contrastare l’offensiva degli Houthi. Il governo pakistano ha anche espresso preoccupazione per la sicurezza dei traffici marittimi lungo il Mar Rosso e l’Hormuz. L’escalation delle tensioni ha portato a una maggiore presenza militare in regione, con la Turchia che ha deciso di mantenere le sue truppe in Siria e Iraq finché non saranno garantite le condizioni di sicurezza. Il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno colpendo duramente l’Iran «economicamente e militarmente». E ha elogiato Vladimir Putin per non essere intervenuto a sostegno di Teheran. Parole che arrivano dopo la visita del ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, durante la quale il suo omologo iraniano Abbas Araghchi ha definito i rapporti tra Mosca e Teheran i più stretti della loro storia sul piano strategico. La Russia si è detta disponibile a favorire una soluzione diplomatica, mentre Araghchi ha accusato Stati Uniti e Israele di essere i principali responsabili dell’insicurezza regionale.
La minaccia di colpire i cavi di comunicazione sottomarini nell’area dell’Hormuz estende il rischio di escalation dalle rotte energetiche alle infrastrutture digitali internazionali. L’escalation delle tensioni ha portato a un aumento dei prezzi del petrolio, con il Brent che ha superato i 100 dollari al barile. L’Iran ha anche rafforzato le sue difese, con le Guardie Rivoluzionarie che hanno abbattuto un drone MQ9 statunitense nello Stretto di Hormuz, un evento che ha suscitato reazioni internazionali.



