Il 20 ottobre 2026, a Milano, si è verificato un episodio che ha suscitato dibattito e polemica: l’esproprio delle Jordan da parte di un gruppo di giovani in un negozio di San Babila. L’evento, che ha visto la partecipazione di adolescenti con passamontagna e messaggi social, ha messo in luce una contrapposizione tra il comportamento dei giovani e la risposta della sinistra milanese, che cerca di trovare un messaggio psicopedagogico per il movimento. Il fenomeno ha suscitato reazioni da parte di politici, intellettuali e cittadini, con accuse e critiche rivolte a entrambi i lati.
La sinistra e il messaggio psicopedagogico
La sinistra milanese, attraverso figure come la vicesindaca Anna Scavuzzo e il candidato sindaco Mario Calabresi, ha cercato di interpretare l’evento come un segno di disagio giovanile. Scavuzzo, dopo un pranzo di gala, ha scritto su Instagram che siamo di fronte a giovani che esprimono insofferenza, rabbia e disagio profondo. Tuttavia, molti hanno sottolineato che non esiste alcun disagio profondo nell’esproprio delle Jordan, che appare più come un atto di protesta che non di disperazione. Calabresi, nell’intervista a Repubblica, ha spiegato che le librerie Feltrinelli sono viste come luoghi esclusivi, da cui si sente tagliati fuori, ma non ha chiarito se l’esproprio delle Jordan sia un atto di protesta o di ribellione.
La reazione dei politici e dei cittadini
La reazione dei politici è stata variegata. Pierfrancesco Majorino ha attribuito la situazione alla destra, mentre Matteo Perego di Cremnago ha dichiarato che, se governerà Milano, non ci sarà spazio per i delinquenti. Il generale Carmelo Burgio ha citato Pier Paolo Pasolini, mentre Lorenzo Pacini, presente in una manifestazione contro il caro vita, non ha partecipato all’esproprio delle Jordan. Al contrario, alcuni cittadini, come i genitori che hanno espresso preoccupazione per i figli, hanno visto l’evento come un segno di disordine e disattenzione. Alcuni, come una signora che ha cercato di fare la morale ai poliziotti, sono stati interrotti da un’esplosione, che ha spinto a considerare l’evento come un momento di tensione e di rischio.
La sinistra milanese, attraverso figure come Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta, ha cercato di trovare un messaggio psicopedagogico per il movimento, proponendo l’assunzione di community organizer con background migratorio. Tuttavia, non è chiaro quale sia il ruolo effettivo di questi professionisti. Allo stesso tempo, la sinistra ha cercato di trovare un equilibrio tra la legittimità delle manifestazioni e la condanna delle rapine, ma molti hanno sottolineato che non è possibile considerare le due cose come equivalenti. La sinistra, inoltre, ha cercato di trovare un modo per coinvolgere i giovani, ma non ha chiarito se l’esproprio delle Jordan sia un atto di protesta o di ribellione.
Un dibattito che non ha fine
Il dibattito sull’esproprio delle Jordan e sulla sinistra milanese non ha fine. Molti hanno sottolineato che la sinistra, attraverso le sue dichiarazioni e le sue azioni, cerca di trovare un messaggio psicopedagogico per i giovani, ma non ha chiarito se l’esproprio delle Jordan sia un atto di protesta o di ribellione. Allo stesso tempo, la sinistra ha cercato di trovare un equilibrio tra la legittimità delle manifestazioni e la condanna delle rapine, ma molti hanno sottolineato che non è possibile considerare le due cose come equivalenti. La sinistra, inoltre, ha cercato di trovare un modo per coinvolgere i giovani, ma non ha chiarito se l’esproprio delle Jordan sia un atto di protesta o di ribellione.
La sinistra milanese, attraverso le sue dichiarazioni e le sue azioni, ha cercato di trovare un messaggio psicopedagogico per i giovani, ma non ha chiarito se l’esproprio delle Jordan sia un atto di protesta o di ribellione. Allo stesso tempo, la sinistra ha cercato di trovare un equilibrio tra la legittimità delle manifestazioni e la condanna delle rapine, ma molti hanno sottolineato che non è possibile considerare le due cose come equivalenti. La sinistra, inoltre, ha cercato di trovare un modo per coinvolgere i giovani, ma non ha chiarito se l’esproprio delle Jordan sia un atto di protesta o di ribellione.



