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martedì 20 Ottobre 2026

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Social media, un effetto negativo sull’apprendimento

Uno studio internazionale rivela un impatto negativo dei social media sull’apprendimento scolastico.

Un nuovo studio internazionale ha evidenziato un effetto negativo sull’apprendimento scolastico legato all’accesso precoce ai social media. L’analisi, condotta su un campione di oltre 5mila studenti, ha rivelato che l’uso di piattaforme social prima dell’adolescenza riduce significativamente le competenze in italiano e matematica, rispetto a un accesso più tardivo. L’effetto è stato osservato in studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con un divario che si amplia nel tempo. L’ipotesi di un meccanismo di distrazione e mancanza di sonno è emersa come possibile spiegazione, sebbene non sia ancora confermata con certezza.

Un accesso precoce riduce le competenze

Lo studio, condotto da Giovanni Abbiati, Marco Gui e Chiara Respi, ha analizzato il comportamento di studenti che hanno aperto un account sui social media in prima media rispetto a quelli che lo hanno fatto in prima superiore. I dati mostrano una differenza significativa nel rendimento scolastico, con un calo di circa 0,2 deviazioni standard in entrambe le materie. L’effetto è più marcato in matematica, mentre non emerge un impatto negativo sull’inglese, probabilmente a causa dell’esposizione a contenuti in lingua straniera. La ricerca ha utilizzato un modello di inferenza causale per isolare l’effetto dei social media da altri fattori, come lo status socioeconomico.

La pervasività dello smartphone influisce negativamente sull’apprendimento. L’utilizzo dello smartphone durante lo studio, al momento della sveglia e prima di dormire ha un impatto significativo. Nonostante i dati siano in grado di supportare alcune ipotesi, non è possibile identificare con certezza il meccanismo alla base della perdita di competenze. La spiegazione non è conclusiva, ma le ipotesi avanzate sono in linea con studi di altre discipline che collegano la distrazione e la mancanza di sonno al calo delle competenze.

Le implicazioni per l’educazione digitale

La ricerca sottolinea l’importanza di introdurre programmi di educazione alla cittadinanza digitale nelle scuole, affiancati da iniziative rivolte ai genitori. L’obiettivo è promuovere un uso consapevole dei social media, riducendo i rischi per l’apprendimento. Inoltre, è necessario un maggiore controllo su meccanismi come il feed infinito, l’autoplay e gli algoritmi di raccomandazione, che potrebbero influenzare negativamente la concentrazione e il sonno degli studenti. L’Eu Kids Act, approvato di recente in Europa, rappresenta un tentativo di regolamentazione in questa direzione.

La regolamentazione e l’educazione sono chiavi per mitigare i rischi. L’accesso precoce ai social media, se non accompagnato da una corretta gestione, potrebbe influenzare negativamente le traiettorie di apprendimento. La comunità scientifica e i decisori politici devono collaborare per sviluppare strumenti e politiche che possano mitigare questi effetti, garantendo un ambiente educativo più sano e produttivo per i giovani. Il lavoro di ricerca, condotto da esperti come Marco Gui, professore associato presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e Chiara Respi, tecnica di ricerca presso lo stesso ateneo, rappresenta un passo avanti nella comprensione degli effetti dei social media sull’educazione. L’obiettivo è non solo di informare, ma anche di promuovere politiche e iniziative che possano mitigare i rischi per l’apprendimento e il benessere degli studenti.

  • Studio internazionale sull’effetto dei social media sull’apprendimento
  • Divario di competenze in italiano e matematica
  • Proposte per l’educazione digitale e la regolamentazione

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