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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Casillo, la città del grano che riconcilia passato e futuro

In Puglia, Casillo si rinnova con impianti innovativi e proteste per il caro gasolio.

Casillo, una città in provincia di Bari, si presenta come un luogo in cui il grano non è solo materia prima, ma un simbolo di tradizione e innovazione. Tra mulini automatizzati e impianti che ricavano olio, proteine e fibre dal chicco, la zona vive un momento di transizione tra passato e futuro. La farina, prodotto di base per milioni di famiglie, è al centro di una realtà industriale che si evolve, ma anche di proteste che mettono in luce le fragilità di un sistema dipendente da una cosa semplice: i camion.

Un impianto che riconcilia tradizione e innovazione

Il polo industriale di Corato, a Casillo, è un esempio di come l’agricoltura e l’industria alimentare possano convivere. L’impianto Next Gen Food, che si occupa di ricavare nuovi ingredienti dal grano, rappresenta un passo avanti nella ricerca e nell’efficienza. La materia di partenza arriva da uliveti e campi che si estendono lungo la Provinciale, un territorio in cui la produzione di grano è radicata da decenni. La farina, prodotta in enormi quantità, è un prodotto di base, ma il suo valore dipende soprattutto dai volumi e dall’efficienza.

La farina non è solo un prodotto, ma un simbolo di stabilità e continuità.

Le proteste per il caro gasolio e la dipendenza dei trasporti

Le strade di Casillo, però, non sono sempre tranquille. Fuori dagli impianti, le proteste per il caro gasolio ricordano quanto l’industria dipenda da una cosa semplice: i camion. Il 16 ottobre, a ricordarlo sono stati i camion che non sono riusciti a raggiungere l’area industriale, bloccati da manifestazioni di agricoltori e autotrasportatori. La protesta si estende a diverse regioni del Sud, con presidi e disagi che coinvolgono Basilicata, Campania e Molise. Non ovunque le strade vengono chiuse, ma ci sono rallentamenti, cortei e camion lasciati nei piazzali. La dipendenza dai trasporti è concreta, anche per aziende con ricavi superiori al miliardo di euro. L’automazione può governare la macinazione, ma il grano deve pur arrivare e la farina deve pur partire. Il blocco stradale ha messo in luce una realtà che non è solo un problema locale, ma una sfida per l’intera filiera alimentare.

Un’industria che si evolve, ma non perde il suo orgoglio

Il gruppo Casillo, con le sue attività industriali e logistiche su scala internazionale, rappresenta un esempio di come l’industria alimentare possa evolversi senza perdere il suo orgoglio locale. A Corato, l’impianto di macinazione ha le dimensioni di una cittadina di provincia, con silos e impianti collegati tra loro. La storia di Casillo inizia nel 1958 con un piccolo molino, e oggi si è evoluto in un sistema che combina tradizione e innovazione.

La farina, prodotto di base, è anche un simbolo di stabilità e continuità.

Il grano non viaggia da solo, ma è accompagnato da una serie di decisioni che al supermercato rimangono invisibili. La farina, probabilmente uno dei principali motivi per cui gli esseri umani esistono, è il risultato di una serie di scelte che vanno ben oltre la semplice trasformazione del chicco. A Casillo, si cerca di capire quanto altro si possa ricavare dal grano, con un impianto che permette di ottenere ingredienti diversi da quelli tradizionali.

La ricerca di nuovi ingredienti, come Altograno, rappresenta un passo avanti nella filiera alimentare. Il nome potrebbe suggerire una nuova varietà di frumento, ma in realtà è una miscela con una base di farina o semola e componenti recuperati dal grano, dosate secondo l’uso finale. Il progetto punta ad aumentare la presenza di proteine e fibre, mantenendo un ingrediente che si possa impastare e trasformare senza dover reinventare il mestiere.

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