Il Bardolino compie 100 anni e celebra la sua storia con un evento senza formalismi, puntando su enoturismo, comunicazione pop e nuovi consumatori. Il Consorzio Vini Bardolino, con il presidente Fabio Dei Micheli, ha scelto di guardare al futuro, non al passato, per rilanciare il vino e il territorio. Il centenario si è svolto a modo suo, con degustazioni, street food, musica e un’installazione artistica dedicata. Il vino, semplice e accessibile, è al centro del progetto: il Chiaretto, il primo rosato italiano, e il rosso leggero, sono i protagonisti di una strategia che punta su una comunicazione più vicina al pubblico.
Un secolo di storia e un futuro in movimento
Le prime tracce di viticoltura sul Garda risalgono all’epoca romana, ma è stato nel Medioevo che le istituzioni religiose consolidarono la produzione. Nel XIX secolo il vino si affermò con il nome di Bardolino, e nel 1968 fu istituita la Doc. Oggi, il Consorzio rappresenta 817 soci, con più di 600 viticoltori e una rappresentatività del 92%. I vigneti coprono 2.400 ettari, di cui 1.000 dedicati al Chiaretto, che è anche il primo rosato italiano. La produzione supera i 18 milioni di bottiglie, con un incremento del 3% per il Chiaretto nel 2025.
Il Chiaretto è il primo rosato italiano e spinge sull’export. Il vino, con un mercato internazionale che copre il 60% del giro d’affari, è presente in Germania, Paesi Bassi, Francia e Stati Uniti. Il rosso, invece, è leggero, fresco e perfetto per accompagnare piatti di pesce e carne. Entrambi sono vini che si adattano al mercato moderno, con un’attenzione alla bevibilità e alla versatilità gastronomica.
Un’idea di futuro: enoturismo e formazione
Il Consorzio punta sull’enoturismo per rilanciare le vendite, sfruttando il flusso turistico del Garda, che registra 15 milioni di presenze l’anno. Per questo, è previsto un percorso di formazione per i soci, che include accoglienza, vendita diretta e digitale. Inoltre, sono in programma degustazioni in Polonia, a Varsavia, per espandere il mercato estero. L’obiettivo è non solo vendere il vino, ma anche farlo conoscere, attraverso un’esperienza più coinvolgente e accessibile. Il vino deve essere semplice, comprensibile e accessibile a tutti. Il presidente Fabio Dei Micheli ha sottolineato l’importanza di una comunicazione pop, ispirata alla pop art, per raggiungere i turisti e i consumatori. L’obiettivo è creare un rapporto più forte con i nuovi consumatori, attraverso esperienze come la degustazione in vigna, la merenda in enoteca o l’ospitalità in agriturismo.
Il presidente Dei Micheli ha anche parlato del cambiamento climatico, sottolineando come l’influenza del lago di Garda possa aiutare le uve a maturare in modo più precoce, con vantaggi per la produzione. «Abbiamo commissionato studi che lasciano spazio all’ottimismo», ha detto, aggiungendo che il Consorzio deve «aggredire il futuro» con un’immagine più moderna e un messaggio più chiaro. Il vino, per lui, deve essere un compagno di vita, non solo un prodotto da vendere.



