La commissione parlamentare d’inchiesta sulla morte di David Rossi ha iniziato a mettere a fuoco un ex autista del boss Senese, con nuovi elementi emersi dagli atti. Tra i fatti inesplorati, le chiavette USB e una misteriosa valigetta, che si sono incrociati nelle indagini, hanno dato nuovo impulso alle indagini. L’attenzione si è spostata su un detenuto che ha rivelato dettagli inquietanti, tra cui l’ipotesi di un’aggressione avvenuta in un van fermo davanti alla sede di Monte dei Paschi di Siena.
Un detenuto parla di un ex autista e di un tunnel
Secondo le dichiarazioni del detenuto, alcune persone avrebbero accompagnato Rossi nel suo ufficio per recuperare le chiavette USB, contenenti informazioni riservate. L’uomo ha evitato di rispondere direttamente alla domanda sulla valigetta, ma ha sottolineato che ulteriori informazioni sensibili erano conservate nei dispositivi. L’interesse per il tunnel, che si trova nella sede di Rossi, è emerso come un elemento cruciale. Gli investigatori hanno trovato una sostanza biancastra sulle scarpe del manager, che potrebbe essere legata a depositi salini simili a quelli presenti nel passaggio sotterraneo tra due edifici. Il detenuto ha anche menzionato un uomo di ambiente calcistico, che potrebbe essere legato a Gabriele Ceccherelli. La ricostruzione dell’aggressione, tuttavia, non è ancora confermata. Il portiere Massimo Riccucci ha dichiarato di non aver visto entrare nessuno, mentre Saverio Giampà, collaboratore di giustizia, ha sostenuto che l’accesso fosse organizzato da persone di Mps.
Un uomo misterioso e un nome che torna
Un uomo, che si presentò all’avvocato Luca Goracci nel 2015-2016, ha raccontato di aver visto Rossi a terra nel vicolo. L’uomo, che si dichiarò Antonio Muto, ha parlato della 24 ore, un oggetto che Rossi portava sempre con sé. Tuttavia, quando i parlamentari hanno convocato Muto, si è scoperto che non era l’uomo incontrato da Goracci. Dietro questa identità, si potrebbe celare William Renan Vilanova Correa, un brasiliano condannato per l’omicidio di una prostituta a Siena.
La commissione ha chiesto verifiche sulla presenza di De Pau a Siena, richiamando l’omicidio della prostituta e il misterioso «Davide». Il nome di De Pau, ex autista del boss Senese, è emerso come un altro elemento di interesse, con dichiarazioni autoaccusatorie sulla morte di Rossi. La ricostruzione dell’aggressione, tuttavia, non è ancora confermata. La commissione parlamentare continua a esaminare i fatti, cercando di ricostruire la verità su un caso che ha suscitato molte domande. Tra le ipotesi in discussione, l’ipotesi di un ex autista di Senese e la presenza di un uomo misterioso, che potrebbe essere legato a un passato di violenza. La ricerca di verità non è ancora conclusa, ma i fatti inesplorati continuano a emergere, alimentando nuove indagini.
La commissione ha anche richiamato l’ipotesi di un’aggressione avvenuta in un van fermo davanti alla banca, con due uomini che avrebbero entrato nell’ufficio e malmenato Rossi. Tuttavia, la versione di Giampà suggerisce una dinamica diversa, con un’aggressione avvenuta in un luogo diverso e con un numero di persone differente. La commissione ha chiesto chiarimenti, ma per ora non è emerso nulla di definitivo.



