Un 41enne di Castelfranco Emilia è stato condannato a 7 anni e 4 mesi per aver aggredito la sua ex fidanzata con un coltello e tentato di strangolarla. L’episodio, avvenuto il 2 dicembre 2024 a Guastalla, ha visto l’uomo bloccare la donna sull’asfalto dopo averla colpita alla gola. La sentenza, emessa dai giudici d’appello di Bologna, conferma la condanna iniziale, ridotta di due giorni per un errore di calcolo nella pena relativa al porto ingiustificato della lama. L’imputato, che resta agli arresti domiciliari, aveva già versato una somma alla vittima. La donna era riuscita a fuggire dall’auto e a divincolarsi, ma l’ex compagno l’aveva rincorsa e tentato di strangolarla.
Un gesto coraggioso salvò la vita della donna
A salvarla fu un camionista di passaggio, Alen Halilovic, che scese dal mezzo e intervenne per fermare l’uomo. Con il cellulare, riprese i momenti di violenza, documentando anche la targa dell’auto su cui l’aggressore aveva tentato di fuggire. Il gesto coraggioso del giovane è stato riconosciuto pubblicamente e ha contribuito a portare la vicenda all’attenzione nazionale. L’auto del 41enne fu intercettata sulla statale 12 a Maranello, dove nacque un inseguimento verso Pavullo, concluso a Torre Maina con l’arresto dell’uomo, trovato con tracce di sangue sia sugli abiti che nell’abitacolo.
Il camionista, veronese di origine bosniaca, aveva bloccato l’aggressore e ripreso alcuni momenti con il cellulare, documentando anche la targa dell’auto. L’azione del giovane ha avuto un impatto significativo, contribuendo a chiarire i fatti e a garantire la sicurezza della vittima. La donna, dopo essere riuscita a fuggire, era rimasta sull’asfalto, ferita e spaventata, ma il suo intervento ha evitato un esito peggiore.
La difesa contestò l’aggravante dei futili motivi
La difesa, affidata all’avvocato modenese Guido Sola, aveva contestato l’aggravante dei futili motivi e chiesto la prevalenza delle attenuanti sulle aggravanti. Secondo la ricostruzione delle indagini, l’uomo non si era rassegnato alla fine della relazione e aveva tentato di riprendere contatto con la donna. L’ultimo incontro chiarificatore, però, si era trasformato in una trappola per lei, un copione tristemente frequente in tanti casi analoghi. Mentre i due si trovavano in auto, l’uomo l’aveva aggredita colpendola alla gola con un coltello da cucina.
La donna era riuscita a divincolarsi e a uscire, ma l’ex compagno l’aveva rincorsa, braccandola e cercando di colpirla ancora. Il giudice aveva disposto una provvisionale di 25mila euro per la vittima e il risarcimento da quantificare in sede civile. La parte civile, rappresentata dall’avvocato reggiano Nicola Tria, aveva sollecitato la conferma della condanna. I giudici d’appello, dopo una lunga discussione, hanno confermato la sentenza, riducendo di due giorni la pena per un errore di calcolo. La sentenza è arrivata dopo una lunga giornata di discussioni e richieste finali, con i giudici che si sono riservati 90 giorni per depositare le motivazioni.



