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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Cronaca nera

Le donne palestinesi vivono una violenza senza fine

Le donne palestinesi denunciano violenze e oppressione di genere in situazioni di crisi. Un rapporto dell’Unfpa raccoglie testimonianze di 230 donne sfollate a Gaza.

Le donne palestinesi, in particolare quelle sfollate a Gaza, vivono una situazione di violenza e oppressione di genere senza precedenti, come rivelato da un rapporto dell’Unfpa, l’agenzia delle Nazioni Unite per la salute sessuale e riproduttiva. Il documento, basato su conversazioni con 230 donne, ha evidenziato un aumento significativo di abusi, stupri e limitazioni alla libertà di movimento, in un contesto di guerra e distruzione. Le donne raccontano di essere costrette a vivere in spazi sovraffollati, con scarsa privacy, dove la violenza domestica e sessuale è diventata una realtà quotidiana.

Violenza e oppressione di genere in aumento

Secondo il rapporto, le donne palestinesi sono particolarmente vulnerabili alle aggressioni di estranei in situazioni di emergenza, come le code per l’acqua o i punti di distribuzione di aiuti. I casi di molestie sessuali e stupri sono emersi in diversi contesti, tra cui bagni e docce condivisi tra famiglie non imparentate. Inoltre, la violenza domestica è un tema ricorrente, con testimonianze di abusi fisici ed emotivi da parte di coniugi, figli, fratelli e suoceri. Le donne hanno anche descritto casi di sfruttamento sessuale, matrimoni precoci o forzati, e limitazioni alla libertà di movimento.

La guerra ha scardinato le strutture di supporto

Le donne sfollate non hanno accesso a meccanismi di protezione né a istituzioni che dovrebbero garantire sicurezza. La polizia, i tribunali e i servizi sociali non funzionano più, sono state bombardate o sono difficili da raggiungere. Anche i meccanismi comunitari di risoluzione delle controversie hanno perso la loro influenza, spesso per proteggere la “pace familiare” anziché mettere fine alla violenza. Inoltre, Israele ha impedito l’operato di organizzazioni umanitarie internazionali con esperienza nel supporto psicologico alle donne.

Matrimoni forzati e sopravvivenza in un contesto di crisi

Le donne hanno spiegato che il matrimonio a Gaza può essere una forma di sopravvivenza, ma anche un mezzo di sfruttamento. Sono emersi diversi casi di matrimonio forzato, tra cui accordi tra famiglie senza il consenso della donna, vedove costrette a sposare il cognato e unioni tra vittime di violenza sessuale e il loro stupratore. In alcuni casi, i matrimoni sono avvenuti in seguito a episodi di stupro in strutture utilizzate come rifugi. Il rapporto ha anche segnalato un aumento dei matrimoni di minorenni e delle gravidanze tra adolescenti, legati a fattori come la distruzione delle scuole e la mancanza di informazioni sulla salute sessuale.

Le donne non hanno un posto dove rifugiarsi

Le donne sfollate non hanno alcun posto dove rifugiarsi e nessuno a cui chiedere aiuto. Lo sfollamento forzato ha scardinato le strutture di sostegno familiare e comunitario, rendendo le donne particolarmente vulnerabili. La mancanza di spazi privati, la necessità di restare coperte anche in situazioni di caldo estremo e la limitazione dell’accesso a servizi essenziali come acqua e assistenza sanitaria hanno reso la vita quotidiana estremamente difficile. Inoltre, le donne sono costrette a evitare i servizi igienici di notte e a fare meno docce per timore di molestie.

  • 428 insediamenti a Gaza
  • 516 a Khan Yunis
  • 840mila sfollati in totale
  • 40% dei campi senza organismo responsabile per l’illuminazione, la manutenzione e la sicurezza

Le testimonianze raccolte nel rapporto sottolineano come la violenza contro le donne non sia un fenomeno nuovo, ma la guerra ha reso più diffusa e grave. Le donne non hanno voce in capitolo e spesso evitano di parlare delle violenze per timore di ritorsioni o di stigmatizzazione. Il rapporto, realizzato da un’organizzazione femminista indipendente e analizzato da un’organizzazione specializzata in dati di crisi, cerca di dare voce a chi è più vulnerabile in un contesto di guerra e distruzione.

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