L’europarlamentare molisano Aldo Patriciello ha espresso forti perplessità sull’accordo raggiunto a livello europeo sul settore automotive, considerandolo insufficiente e non in grado di garantire certezze per imprese e lavoratori. L’intesa, siglata tra Popolari, Socialisti e Liberali, non convince l’esponente della Lega, componente del gruppo Patrioti per l’Europa, che ritiene non risponda alle esigenze dell’industria automobilistica europea e alle difficoltà che stanno affrontando imprese e comunità. L’accordo, secondo Patriciello, privilegia la mobilità elettrica rispetto ad altre soluzioni tecnologiche, limitando le opportunità a disposizione delle aziende e penalizzando la libertà di scelta e l’innovazione industriale.
Un compromesso non sostenibile
Patriciello ha sottolineato come l’intesa non assicuri una reale neutralità tecnologica e lasci aperte numerose questioni che continuano a pesare sul futuro del settore automotive europeo. «La competitività industriale europea non si difende con compromessi al ribasso, ma attraverso regole sostenibili, investimenti e autentica libertà tecnologica», ha affermato, ricordando che dietro ogni stabilimento vi sono lavoratori, famiglie e comunità che meritano attenzione nelle scelte politiche che riguardano il futuro dell’automotive. La tutela dell’ambiente e la salvaguardia dell’occupazione devono procedere insieme, senza creare contrapposizioni che rischierebbero di indebolire il tessuto produttivo europeo. Critiche anche alle flessibilità previste sul fronte delle sanzioni, considerate insufficienti a correggere obiettivi che il parlamentare europeo definisce ancora poco realistici. Da qui il dissenso rispetto all’entusiasmo manifestato da parte del Partito Popolare Europeo per il risultato ottenuto nel negoziato.
Una transizione sostenibile per tutti i settori
Patriciello ha ribadito la necessità di una transizione che sia sostenibile non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sotto il profilo economico e sociale. L’europarlamentare ha sottolineato come limitare il ricorso a biocarburanti e ad altre tecnologie alternative significhi ridurre le opportunità a disposizione delle aziende europee, penalizzando la libertà di scelta e l’innovazione industriale. «È un compromesso insufficiente, che non garantisce una reale neutralità tecnologica e lascia irrisolte molte delle difficoltà che stanno affrontando imprese e lavoratori», ha dichiarato l’europarlamentare.
Le imprese e i lavoratori meritano certezze e un approccio che tenga conto di tutti i fattori, non solo ambientali. L’europarlamentare ha ribadito che la transizione deve essere sostenibile, ma anche equilibrata, per non mettere a rischio la competitività e l’occupazione nel settore automobilistico europeo. Il dissenso di Patriciello rappresenta un’indicazione chiara sulle tensioni interne al dibattito europeo sul futuro dell’industria automobilistica. L’europarlamentare ha sottolineato come l’approccio attuale non risponda alle esigenze reali del settore, né alle sfide che si presentano a imprese e lavoratori. L’obiettivo, per lui, è un accordo che non solo rispetti le regole ambientali, ma anche le esigenze economiche e sociali del comparto.



