Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha espresso netta condanna per le violenze e i commenti offensivi rivolti alle istituzioni, sottolineando che la risposta deve essere l’autorità dello Stato. Dopo i recenti episodi di devastazione e vandalismo a Milano, Ciriani ha definito i responsabili come «criminali» e ha ribadito che le istituzioni non possono tollerare atti di violenza o di delegittimazione. Il magistrato in questione, accusato di aver insultato la premier Giorgia Meloni in un post social, ha dichiarato che il suo profilo è stato hackerato, ma Ciriani ha espresso sconcerto e ha ribadito che, se non fosse vero, le dimissioni sarebbero l’unica soluzione.
Violenze e delegittimazione: il governo non si arrende
Il governo, guidato da Giorgia Meloni, ha approvato l’ottavo Decreto Sicurezza, che si basa sul principio del «chi rompe paga». Ciriani ha sottolineato che le violenze non possono essere ridotte a semplice «disagio giovanile» o «protesta sociale», ma devono essere affrontate con fermezza e con misure legali. «Non siamo di fronte a ragazzi, ma a criminali che compiono azioni di vandalismo e devastazione», ha affermato il ministro, che ha ribadito che la risposta deve essere l’autorità dello Stato e il rispetto delle leggi.
Il magistrato hackerato? «Spero per lui, altrimenti le dimissioni sarebbero l’unica soluzione». Ciriani ha espresso profondo sconcerto per il post social attribuito a un magistrato della Procura di Roma, che ha insultato la premier. «Mi è dispiaciuto e sono scandalizzato», ha detto il ministro, ribadendo che il governo prioritizza le risorse pubbliche e il rinnovo dei contratti per le categorie che attendono da anni.
La risposta non si ferma alla piazza
Ciriani ha chiarito che il richiamo al rispetto delle regole e del senso delle istituzioni non può fermarsi alla piazza, ma deve estendersi anche al dibattito pubblico e al comportamento di chi riveste ruoli di garanzia nello Stato. In particolare, ha espresso sconcerto per il post social attribuito a un magistrato della Procura di Roma, che ha insultato la premier. «Mi è dispiaciuto e sono scandalizzato», ha detto Ciriani, ribadendo che il governo prioritizza le risorse pubbliche e il rinnovo dei contratti per le categorie che attendono da anni.
Non serve aggiungere altro, su nessuno dei punti affrontati. Ciriani ha sottolineato che non è necessario aggiungere altro sui punti affrontati durante la conversazione radiofonica, poiché non ci sono commenti, ma si inizia una discussione. Ciriani ha confermato che il miliardo destinato alla magistratura non verrà corrisposto al momento, a causa delle altre categorie sociali in attesa del rinnovo dei contratti. «Spero per lui, altrimenti le dimissioni sarebbero l’unica soluzione», ha concluso il ministro, rafforzando la sua posizione di fermezza e rispetto delle istituzioni.



