La pet economy si espande in modo esponenziale a Roma, dove la cura degli animali diventa un lusso sempre più diffuso, mentre gli studenti universitari si trovano a fronteggiare un caro affitti che rende la vita in città una sfida quotidiana. Tra le due velocità della Capitale, una è legata al benessere degli animali domestici, l’altra alla difficoltà di trovare una stanza dignitosa e accessibile per gli oltre 100.000 giovani fuori sede. La spesa per il cibo, i servizi e i comfort per i cani e i gatti ha registrato un incremento significativo, con numeri che superano i 1.200 euro all’anno per un cane di taglia media.
La cura degli animali come parte della famiglia
La tendenza a considerare gli animali come membri della famiglia si fa sempre più radicata, con una crescente attenzione al benessere e al comfort. Vanessa De Petris, titolare del pet shop Il Giardino dei Cuccioli, spiega che i clienti si aspettano trasparenza e qualità nei prodotti, con un’attenzione particolare alla provenienza e al pedigree del produttore. “Il cliente si aspetta trasparenza, vuole maggiori informazioni su provenienza, lavorazione e qualità del prodotto iniziale – carne, pesce, verdure e cereali – e sul pedigree del produttore”, sottolinea l’esperta.
La gamma di prodotti e servizi si espande, con menù speciali per occasioni come compleanni, festività natalizie e ricorrenze particolari. Tra le novità del mercato, ci sono biscottini sugar free con frutta, torroni natalizi per i cani e dolcetti privi di zuccheri e allergeni dal design iconico. “La spesa annua va dai 1.200 ai 1.500 euro per un cane di taglia media, ma si tratta di cifre approssimative poiché dipende molto da fattori come peso, razza, età, esigenze del proprio animale e gusto del padrone”, rivela De Petris.
Un lusso per i cani, una sfida per gli studenti
Se per i cani si spende sempre di più, per gli studenti romani il caro affitti rappresenta un problema crescente. Le richieste di locazione per una stanza singola dignitosa, non troppo lontano dagli atenei Sapienza o Tor Vergata, sono in aumento, ma le disponibilità sono limitate. I prezzi superano i 600 euro mensili, a cui vanno sommati i consumi del servizio elettrico e condominiale.
La situazione si fa ancora più complessa quando si considera il costo medio stimato mensile procapite per condividere in un appartamento locato con contratto transitorio – o in nero – in assenza di residenze pubbliche universitarie. Tra 1.100€ e 1.500 euro, il costo è sostenibile solo per chi ha un reddito stabile, mentre per gli studenti fuori sede si tratta di un’ulteriore sfida. Cifre che fanno riflettere se si paragonano a quelle tra i 25 e i 50 euro per una giornata in pet spa o tra i 30 e i 60 euro per la toelettatura del proprio cane.
La pet economy, in crescita, rappresenta un’evoluzione del mercato, ma allo stesso tempo mette in luce le disuguaglianze tra chi possiede un animale domestico e chi non ha la possibilità di garantire un tetto dignitoso. La vita in città, per gli studenti, diventa sempre più complessa, mentre per i cani, il benessere è sempre più garantito. La sproporzione tra le due realtà è un dato di fatto, che riflette una realtà in cui il lusso per gli animali si espande, mentre per gli studenti si fa sempre più difficile trovare un rifugio.



