Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

mercoledì 21 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Economia

Rendimento del Treasury USA si ferma a 5,1%, il mercato attende la decisione della Fed

Il rendimento del Treasury Usa a dieci anni si ferma a 5,1%, il mercato attende la decisione della Fed del 28 ottobre.

Il rendimento del Treasury USA a dieci anni si ferma a 5,1%, dopo una settimana di calo più significativo da oltre un anno, ma il mercato resta diviso su dove andranno i tassi. La decisione della Federal Reserve, prevista il 28 ottobre, rappresenta un momento cruciale per gli investitori, che attendono con attenzione le mosse della banca centrale. Il Btp decennale italiano, intanto, rende il 4,58%, a circa 115 punti base dal Bund tedesco, segno di una divergenza tra i mercati finanziari europei e statunitensi.

Le analisi divergono: alcuni vedono un picco non raggiunto, altri un’ipervendita

Le opinioni degli esperti si dividono: alcuni ritengono che il picco dei rendimenti possa non essere ancora stato raggiunto, mentre altri segnalano un’ipervendita dei titoli. Dan Ivascyn, chief investment officer di Pimco, ha espresso l’idea che la Fed potrebbe rimanere in pausa e che un ulteriore rialzo dei tassi potrebbe avvenire quest’anno. Al contrario, Michael Reynolds di Glenmede ha descritto una situazione di correnti contrastanti nel mercato dei Treasury, con la parte lunga della curva spinta in direzioni diverse nel corso della stessa giornata.

Il calo dei rendimenti ha due motivi principali: la ricerca di titoli rifugio in un contesto di volatilità azionaria, legata ai timori sulle società molto indebitate che finanziano gli investimenti nell’intelligenza artificiale, e l’ingresso di nuovi investitori che cercano opportunità sui bond dopo che i rendimenti avevano toccato i massimi degli ultimi decenni. Questi fattori hanno contribuito a un calo settimanale del rendimento del decennale, che ha oscillato tra 5,329% e 5,037%, con una chiusura a 5,09%.

La Fed non anticipa le decisioni, il mercato interpreta con cautela

Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha espresso la sua posizione durante un intervento a Bangkok, sottolineando che non intende anticipare le decisioni sui tassi. Questo ha dato al mercato un segnale meno aggressivo per la riunione di fine mese, con una probabilità di circa l’83% che la Fed lasci i tassi invariati il 28 ottobre e dell’88% circa di un rialzo a dicembre.

I dati recenti non modificano le aspettative: i prezzi all’export di settembre sono saliti del 2,2% contro l’1% atteso, mentre la produzione industriale è cresciuta dello 0,7% contro lo 0,4% previsto. La Fed arriva a questo appuntamento dopo aver alzato i tassi il 16 settembre, con un aumento di un quarto di punto percentuale, portando l’intervallo obiettivo dei fondi federali a 3,75-4 per cento. Il biennale, a 4,74%, resta circa 75 punti base sopra il limite superiore dei tassi ufficiali, segno che il mercato continua a prezzare ulteriori strette.

La curva dei rendimenti mostra una tendenza ancora inclinata verso l’alto, con il decennale che rende circa 35 punti base più del biennale e circa 83 più del titolo a tre mesi. Questi dati alimentano le discussioni tra gli analisti, che cercano di capire se il calo dei rendimenti segni una pausa o l’inizio di un’inversione. Il mercato, però, rimane in attesa della decisione della Fed, che potrebbe influenzare significativamente i prossimi movimenti dei tassi. La situazione rimane complessa e in evoluzione, con il mercato che attende con ansia la decisione della Fed, che potrebbe aprire la strada a nuove mosse di politica monetaria. Gli investitori, però, non hanno ancora una visione univoca su dove andranno i tassi, e la divergenza tra le analisi suggerisce una situazione di incertezza persistente.

Leggi anche