Le manifestazioni contro il carovita, che si sono sviluppate in diverse città italiane, hanno causato danni stimati tra 1,1 e 1,6 milioni di euro. L’episodio più grave si è verificato a Milano, dove quasi due terzi del totale si concentrano, con un conto stimato tra 730 mila e un milione di euro. Tra i danni, si registrano 200-280 mila euro di danni agli esercizi, 380-480 mila euro di mancato fatturato a causa della chiusura anticipata di circa 850 attività, e 150-250 mila euro di danni a pensiline, edifici storici e cantieri. A Bologna, Torino e Bergamo i danni sono significativi ma minori rispetto a Milano.
Imprese colpite da scontri e mancato fatturato
Circa tre quarti del totale dei danni ricadono sulle imprese del commercio e della ristorazione, tra danni materiali e incassi persi. La parte restante riguarda beni pubblici e arredo urbano, che a loro volta gravano sui contribuenti. A Milano, il mancato fatturato, tra 540 e 740 mila euro, rappresenta la voce più pesante, con un impatto significativo sui bilanci delle micro e piccole imprese, che non hanno alcuna forma di copertura. Il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi, ha commentato che le proteste, nate contro il carovita, hanno finito per colpire i soggetti economici più esposti al carovita stesso, come commercianti, baristi e ristoratori. Questi ultimi, negli ultimi anni, hanno assorbito i rincari energetici, l’aumento del costo del denaro e la debolezza dei consumi. In un sabato pomeriggio di ottobre, hanno perso una delle giornate di incasso più importanti della settimana, insieme alle vetrine.
Le imprese colpite non hanno copertura assicurativa per eventi sociopolitici
I danni da tumulti e atti vandalici rientrano nella garanzia per eventi sociopolitici, un’estensione facoltativa delle polizze assicurative. Tuttavia, molte piccole attività non hanno sottoscritto questa copertura, proprio per contenere i costi. Per una quota consistente degli esercenti colpiti, quindi, il danno resterà a carico proprio. A Torino, la devastazione della libreria di Porta Nuova ha causato danni significativi, mentre a Bologna i danni si concentrano attorno alla stazione, con vetrine infrante e attività vandalizzate.
Un tavolo per gestire le manifestazioni e proteggere i commercianti
Unimpresa ha chiesto l’istituzione di un tavolo permanente tra Comuni, Prefetture e associazioni di categoria per la gestione delle manifestazioni che attraversano le aree commerciali. L’obiettivo è creare un equilibrio tra la libertà di espressione e la tutela degli esercenti. Inoltre, il Centro Studi di Unimpresa ha segnalato che i costi di ordine pubblico, sanitari e di pulizia straordinaria non sono inclusi nel calcolo, né gli effetti su turismo e consumi nei giorni successivi, che potrebbero portare il conto complessivo a un livello più elevato.
Nelle altre città toccate dalla mobilitazione, da Roma a Napoli, da Firenze a Genova, i cortei si sono svolti senza danni di rilievo. A Torino, il costo maggiore è meno visibile: in via Po, via Roma e piazza Castello i commercianti hanno abbassato le serrande per ore, e la perdita di fatturato supera i danni materiali. A Bergamo, gli atti vandalici sono stati di entità più contenuta, ma la cifra modesta non è trascurabile per i piccoli esercizi del centro.
Il diritto di manifestare e il diritto di lavorare non possono continuare a escludersi a vicenda, ha sottolineato Longobardi. L’obiettivo è creare un equilibrio tra la libertà di espressione e la tutela degli esercenti. Inoltre, il Centro Studi di Unimpresa ha segnalato che i costi di ordine pubblico, sanitari e di pulizia straordinaria non sono inclusi nel calcolo, né gli effetti su turismo e consumi nei giorni successivi, che potrebbero portare il conto complessivo a un livello più elevato.



