Lungo il corso del Po, la siccità si fa sentire con forza: a Piacenza la portata del fiume è di 380 metri cubi al secondo, un dato che conferma una situazione di criticità. Temperature elevate e piogge irregolari hanno frenato il recupero delle risorse idriche, mantenendo il fiume in sofferenza. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici, coordinato dall’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po, ha confermato il livello di severità idrica “media con precipitazioni”, con un monitoraggio costante su tutti i corpi idrici, in particolare quelli destinati all’approvvigionamento di acqua potabile.
Severità idrica e dati di riferimento
La situazione lungo il Po rimane critica, con i dati del 18 ottobre 2026 che restituiscono un quadro ancora preoccupante. A Piacenza la portata è di 380 metri cubi al secondo, un valore che si attesta al di sotto della media storica. A Cremona, invece, la portata sale a 470 metri cubi al secondo, mentre a Boretto, nel Reggiano, si registrano 563 metri cubi al secondo. A Borgoforte, nel Mantovano, i dati segnalano un flusso di 630 metri cubi al secondo, mentre a Pontelagoscuro, nel Ferrarese, il valore è di 627 metri cubi al secondo.
Quest’ultimo dato è particolarmente significativo: la portata è inferiore di oltre due terzi rispetto alla media storica giornaliera del periodo 1991-2020, pari a 1.967 metri cubi al secondo. L’anomalia termica che interessa il Distretto del Po dal mese di giugno ha avuto un impatto notevole, con piogge spesso di carattere temporalesco e distribuite in modo irregolare. Nelle prossime ore, gli indicatori saranno rivalutati alla luce del passaggio della prima perturbazione atlantica che interessa il Distretto dopo diversi mesi.
Monitoraggio sugli invasi e livelli idrici
La siccità non riguarda solo il Po, ma colpisce anche le regioni limitrofe. In Emilia-Romagna, gli invasi di Mignano, Molato e Conca risultano ormai quasi vuoti, dopo aver sostenuto le esigenze irrigue durante la stagione estiva. Il bacino di Suviana è pieno al 73%, mentre il Brasimone al 23% e il Reno Vivo al 16,2%. Particolare attenzione è rivolta alla diga di Ridracoli, che registra un livello di riempimento del 34%. L’evoluzione della situazione regionale dovrà essere monitorata con attenzione, soprattutto per il basso livello di alcuni invasi.
La situazione si estende anche a Piemonte e Lombardia. In Piemonte, il deficit di precipitazioni dall’inizio dell’anno è pari al 22%, mentre le temperature hanno registrato una media superiore di 3,5 gradi rispetto ai valori storici. In Lombardia, la disponibilità media delle risorse idriche è diminuita del 40%. Anche i grandi laghi regolati presentano livelli in linea o inferiori alla media del periodo. Al 19 ottobre, il Lago Maggiore era risalito dal 16% al 31% di riempimento; il Lago di Como si attestava al 28,2%, l’Iseo al 51,8%, l’Idro all’11% e il Garda al 32,6%. Nelle ultime ore, tuttavia, sono stati registrati incrementi, in alcuni casi significativi.
La situazione rimane dunque sotto controllo, ma senza segnali sufficienti per abbassare il livello di attenzione. La severità idrica distrettuale resta media con precipitazioni, mentre l’effetto delle prossime piogge sarà determinante per valutare un eventuale recupero delle riserve. L’Osservatorio continuerà a monitorare la situazione con attenzione, in vista di eventuali variazioni nei prossimi giorni.



