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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Spaccatura tra autotrasportatori: camionisti bloccano casello di San Gregorio, tensione con Cts

Tensione tra autotrasportatori e Cts a Catania: blocco casello A18 e minacce a conducenti.

Nella notte del 21 ottobre 2026, la tensione tra autotrasportatori e il Comitato Nazionale Trasportatori (Cts) si è fatta sentire con un blocco del traffico sull’A18 a San Gregorio. Decine di camionisti hanno fermato i loro mezzi, causando un’interferenza significativa alla circolazione. L’evento ha scatenato un appello urgente del Cts rivolto al Prefetto e al Questore di Catania, chiedendo un intervento immediato per ripristinare l’ordine pubblico e garantire la libertà di movimento. La protesta, che si inserisce in un contesto di crisi economica e aumento dei costi del carburante, ha visto una spaccatura tra i lavoratori e il Cts, che aveva precedentemente deciso di revocare il fermo dei servizi per riattivare la catena logistica.

Sciopero ad oltranza e tensioni con il governo

Una parte degli autotrasportatori, fermi con i loro camion ai caselli di San Gregorio, ha annunciato l’intenzione di proseguire lo sciopero ad oltranza, ritenendo insoddisfacenti gli esiti del confronto con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. La decisione ha segnato una spaccatura rispetto alla linea adottata nel pomeriggio dal Comitato Trasportatori Siciliani, che aveva optato per un dialogo con il governo. La bozza di accordo con il governo prevedeva misure per contenere i rincari dei carburanti, tra cui l’erogazione di 480 milioni di euro per le domande pervenute entro il 30 agosto e ulteriori fondi per le mensilità di settembre e ottobre.

Le garanzie non sono bastate a far rientrare la protesta, che rimane un segno di profonda insoddisfazione nella categoria. Il Cts ha chiesto un intervento immediato e coordinato delle Forze dell’Ordine presso i due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale. L’obiettivo è garantire la sicurezza e ripristinare la normalità del traffico.

Minacce e violenze da parte di gruppi non autorizzati

Il Cts ha lanciato un allarme a Catania, denunciando blocchi illegali e minacce ai conducenti. Secondo il coordinatore Cts Salvatore Bella, le minacce e le violenze messe in atto da Giuseppe Richichi, presidente delle Imprese Autotrasportatori Siciliane, e da una piccola parte dei padroncini non appartengono alla categoria. La protesta, pur legata al caro gasolio, non si risolve con azioni estreme come tagliare le gomme o minacciare i colleghi. La quasi totalità degli associati Cts manifesta la ferma volontà di proseguire le attività lavorative, ma la libertà di circolazione è comunque compromessa da episodi di cronaca che coinvolgono decine di autotrasportatori bloccati e minacciati. La situazione, pur se non risolta, ha visto un primo passo con l’erogazione di circa un miliardo di euro destinato ai contributi sul gasolio, annunciato dal viceministro Edoardo Rixi durante un tavolo svoltosi alla Prefettura di Milano.

  • Il Cts ha chiesto un intervento immediato e coordinato delle Forze dell’Ordine.
  • La protesta si inserisce in un contesto di crisi economica e aumento dei costi del carburante.
  • La quasi totalità degli associati Cts manifesta la ferma volontà di proseguire le attività lavorative.
  • Le garanzie non sono bastate a far rientrare la protesta.

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