Autotrasportatori brianzoli si trovano in una situazione di grave instabilità, con il rischio di non riuscire a sostenere i costi per oltre tre mesi. La protesta, che si fa sentire in diverse zone del Paese, ha portato all’attenzione della politica e dell’opinione pubblica il tema del caro carburante, ma non è l’unica causa di preoccupazione. Secondo il responsabile legale di TDI Srl, Giacomo Macchitella, la situazione è drammaticamente fragile e potrebbe portare a decisioni difficili. L’aumento del gasolio, che si aggira intorno al 25-30%, ha reso impossibile per molti autotrasportatori aumentare i prezzi in modo significativo, limitandosi a coprire i costi o addirittura a registrare perdite.
Costi in aumento e margini di guadagno ridotti
Il caro carburante, pur essendo un fattore chiave, non è l’unica problematica. Gli autotrasportatori brianzoli affrontano un aumento generalizzato dei costi, da quelli di manutenzione a quelli fissi, non ammortizzabili. Questo ha ridotto drasticamente i margini di guadagno, costringendo i micro-imprenditori a sostenere da soli i costi crescenti. Il segretario generale di Unione Artigiani Milano – Monza Brianza, Marco Accornero, ha sottolineato che si tratta di una parte di filiera forse meno conosciuta, ma fondamentale per il funzionamento delle consegne in Lombardia e non solo. Nonostante un aumento del gasolio che si aggira intorno al 25-30%, al momento abbiamo ritoccato i nostri prezzi di massimo il 10%. Questo indica una limitata capacità di adattamento ai costi crescenti, con conseguenze dirette sulle finanze aziendali. Inoltre, il problema dei contratti a lungo termine complica ulteriormente la situazione, rendendo difficile l’aggiornamento dei tariffari per mantenere la concorrenzialità.
Contratti a lungo termine e impossibilità di aggiornare i tariffari
Un altro problema riguarda i contratti a lungo termine. Per i clienti che richiedono trasporti quotidiani da anni, è praticamente impossibile rivedere gli accordi già siglati, anche se i prezzi del carburante sono in aumento. Questo crea un equilibrio instabile, in cui molti autotrasportatori si limitano a coprire i costi o, in alcuni casi, vanno in perdita. L’imprenditore Macchitella ha spiegato che, purtroppo, non è sempre possibile adattare i tariffari per restare concorrenziali, soprattutto in un mercato in cui i costi corrono più dei ricavi.
Riusciamo ad andare avanti ancora per qualche mese, ma se l’emergenza non rientrerà e non si troveranno delle soluzioni, a rischio ci sono i posti di lavoro. Questa frase, pronunciata da Macchitella, sintetizza l’urgenza della situazione. Il rischio di tagli al personale e la perdita di posti di lavoro sono sempre più concreti se non si trovano soluzioni immediate. Il segretario Accornero ha chiesto interventi per calmierare i prezzi del carburante e tutelare un presidio fondamentale dell’economia reale.
La protesta, che si fa sentire in diverse zone del Paese, rappresenta un segnale di allarme per un settore vitale per l’economia e la vita quotidiana delle comunità. Gli autotrasportatori brianzoli, pur essendo una parte di filiera spesso trascurata, svolgono un ruolo cruciale nel mantenimento del flusso di merci e servizi. Senza di loro, l’intera filiera economica e la vita quotidiana delle comunità si fermerebbero. La situazione richiede un intervento concreto e tempestivo per evitare un collasso che potrebbe avere conseguenze devastanti.
Non possiamo lasciarli soli lungo le strade: servono interventi immediati per calmierare i prezzi del carburante e tutelare un presidio fondamentale dell’economia reale. Questa affermazione, fatta da Accornero, sottolinea l’importanza di un supporto concreto per gli autotrasportatori. La protesta, che si fa sentire in diverse zone del Paese, rappresenta un segnale di allarme per un settore vitale per l’economia e la vita quotidiana delle comunità.



