Studenti di Roma e Milano si sono mobilitati oggi con il tricolore e rivendicazioni di un futuro migliore, sfidando il carovita e i gruppi di protesta violenta. La mobilitazione, organizzata dal coordinamento “Studenti col Tricolore”, mira a contestare le condizioni materiali dei giovani senza ricorrere alla violenza. Due iniziative, una a Roma e una a Milano, hanno visto studenti delle scuole superiori e università radunarsi in piazza, portando bandiere e striscioni per chiedere una scuola capace di formare, un lavoro che garantisca autonomia economica e maggiori investimenti nella ricerca e nell’innovazione.
Un’alternativa alle proteste violente
Il coordinamento ha chiarito di non voler diventare la componente giovanile di un partito, né dover scegliere tra la distruzione fine a sé stessa e la semplice difesa dell’esistente. Andrea Grieco, rappresentante del gruppo, ha spiegato che la mobilitazione milanese è volta a costruire un’alternativa studentesca alle contestazioni violente, prendendo le distanze dai centri sociali e dai protagonisti degli scontri recenti. «Sentiamo il carovita, ma non ci pieghiamo alla violenza», ha dichiarato, ribadendo il rifiuto di ricorrere alla violenza.
Un’ispirazione dal movimento serbo
Lo slogan scelto per la giornata di mobilitazione è indicativo dell’attitudine con cui questi studenti vogliono affacciarsi sulla scena: «Facciamo come in Serbia». In riferimento alla mobilitazione degli studenti serbi e alla loro capacità di organizzarsi dal basso, il coordinamento cerca di costruire una propria identità, unendo studenti di scuole e università differenti attorno a rivendicazioni comuni. Una formula che gli organizzatori contrappongono al richiamo alle proteste francesi, spesso utilizzato nelle mobilitazioni italiane delle ultime settimane.
Dopo il primo appuntamento del 24 ottobre e la doppia iniziativa di oggi, il coordinamento prova dunque ad allargare la propria presenza. Da Milano a Roma, la sfida è trasformare il malcontento di una generazione in una presenza studentesca organizzata, capace di intervenire sui problemi della scuola, del lavoro e della casa senza affidare ad altri la rappresentanza del proprio futuro. La mobilitazione, che ha visto centinaia di giovani radunarsi in piazza, rappresenta un tentativo di costruire una risposta organizzata, indipendente dai tradizionali schieramenti della protesta. Gli studenti, con il tricolore come simbolo, chiedono un futuro in cui le prospettive occupazionali, l’accesso alla casa e la formazione siano garantiti, senza ricorrere alla violenza o alla distruzione fine a sé stessa.
Il punto politico della mobilitazione è proprio questo: contestare le condizioni materiali dei giovani senza lasciare il monopolio della protesta ai gruppi già organizzati. Per gli Studenti col Tricolore, il disagio generazionale non può tradursi soltanto in una successione di scontri con le forze dell’ordine, ma deve trovare una propria organizzazione e obiettivi concreti. Le richieste avanzate dal coordinamento riguardano una scuola capace di formare, un lavoro che garantisca autonomia economica, la possibilità di trovare casa nella propria città e maggiori investimenti nella ricerca e nell’innovazione. La mobilitazione, che ha visto studenti di Roma e Milano radunarsi in piazza, rappresenta un tentativo di costruire una risposta organizzata, indipendente dai tradizionali schieramenti della protesta. Gli studenti, con il tricolore come simbolo, chiedono un futuro in cui le prospettive occupazionali, l’accesso alla casa e la formazione siano garantiti, senza ricorrere alla violenza o alla distruzione fine a sé stessa.
Con due iniziative in città diverse, il coordinamento prova a allargare la propria presenza e a trasformare il malcontento di una generazione in una presenza studentesca organizzata, capace di intervenire sui problemi della scuola, del lavoro e della casa senza affidare ad altri la rappresentanza del proprio futuro. La mobilitazione, che ha visto centinaia di giovani radunarsi in piazza, rappresenta un tentativo di costruire una risposta organizzata, indipendente dai tradizionali schieramenti della protesta. Gli studenti, con il tricolore come simbolo, chiedono un futuro in cui le prospettive occupazionali, l’accesso alla casa e la formazione siano garantiti, senza ricorrere alla violenza o alla distruzione fine a sé stessa.



