La Chiesa italiana, attraverso i fondi dell’8xmille, ha sostenuto 374 progetti in 73 Paesi, tra cui Colombia, Libano e Congo, per un totale di 67,6 milioni di euro. Questi interventi mirano a restituire dignità, attenzione e voce a chi vive ai margini della società, favorendo percorsi di crescita e rinascita sia personale che collettiva. I progetti si concentrano su sfide concrete come l’economia disumana, l’ingiustizia sociale, la realtà dei migranti, le violenze subite dalle donne, il traffico di persone, la malnutrizione e la crisi dell’istruzione.
Interventi in contesti di fragilità
Nel sud della Colombia, tra le montagne del Nariño, il popolo indigeno Awa continua a fare i conti con le ferite del conflitto armato, gli sfollamenti forzati e l’emarginazione. Le Missionarie della Madre Laura, da oltre vent’anni, condividono la vita della comunità, accompagnandola nella difesa dei diritti, nell’educazione e nella ricostruzione del tessuto sociale. La loro missione è condividere la vita della gente per ridare agli esclusi voce, spazio e dignità anche in terre segnate da violenza e conflitto dove i bisogni assumono una dimensione ancora più drammatica.
Al loro fianco, in Libano, le Suore del Buon Pastore sono in prima linea accanto a donne, ragazze e bambini vulnerabili, in un contesto segnato da crisi economica, conflitti e sfollamenti. “Incontriamo ogni giorno persone segnate dalla povertà, dalla perdita della propria casa e dai traumi della guerra”, racconta suor Antoinette. Le famiglie arrivate senza nulla, private di ogni mezzo di sostentamento, sorprendono per la loro straordinaria capacità di resistere. La loro solidarietà e l’attenzione verso gli altri, nonostante tutto, sono una testimonianza di speranza che sostiene anche noi che le accompagniamo.
Un futuro costruito con i giovani
Guardando al futuro, Merveille Mpudi, responsabile dei minori accolti nel Centro CARE di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, vede nei giovani il principale motivo di speranza: “Nonostante tutto, continuano a studiare e a sognare. La loro capacità di rialzarsi è straordinaria.” La Chiesa, attraverso parrocchie, congregazioni religiose, opere sociali e centri di accoglienza, offre a questi minori protezione, ascolto e sostegno concreto. Garantisce un ambiente sicuro, cibo, cure sanitarie, accompagnamento educativo e psicologico. Al tempo stesso lavora per ricostruirne la dignità e la fiducia.
Questi interventi, descritti come “piccoli granelli di senape”, creano opportunità per restituire dignità, attenzione e voce a chi vive ai margini e favoriscono percorsi di crescita e rinascita, sia personale che collettiva. Come sottolinea Papa Leone XIV nel Messaggio per la decima Giornata mondiale dei poveri, i poveri dei nostri giorni sono i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane. La speranza è che questa giornata possa costituire una tappa significativa per riscoprire il volto di tanti fratelli e sorelle che cercano rifugio in Dio e desiderano sentirsi a casa nelle nostre comunità.



