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domenica 8 Novembre 2026

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Cultura

Chiesa italiana sostiene 374 progetti 8xmille in 73 Paesi, dalla Colombia al Libano al Congo

La Chiesa italiana ha finanziato 374 progetti 8xmille in 73 Paesi, con un impatto significativo sulle comunità emarginate.

La Chiesa italiana, attraverso i fondi dell’8xmille, ha sostenuto 374 progetti in 73 Paesi, tra cui Colombia, Libano e Congo, per un totale di 67,6 milioni di euro. Questi interventi mirano a restituire dignità, attenzione e voce a chi vive ai margini della società, favorendo percorsi di crescita e rinascita sia personale che collettiva. I progetti si concentrano su sfide concrete come l’economia disumana, l’ingiustizia sociale, la realtà dei migranti, le violenze subite dalle donne, il traffico di persone, la malnutrizione e la crisi dell’istruzione.

Interventi in contesti di fragilità

Nel sud della Colombia, tra le montagne del Nariño, il popolo indigeno Awa continua a fare i conti con le ferite del conflitto armato, gli sfollamenti forzati e l’emarginazione. Le Missionarie della Madre Laura, da oltre vent’anni, condividono la vita della comunità, accompagnandola nella difesa dei diritti, nell’educazione e nella ricostruzione del tessuto sociale. La loro missione è condividere la vita della gente per ridare agli esclusi voce, spazio e dignità anche in terre segnate da violenza e conflitto dove i bisogni assumono una dimensione ancora più drammatica.

Al loro fianco, in Libano, le Suore del Buon Pastore sono in prima linea accanto a donne, ragazze e bambini vulnerabili, in un contesto segnato da crisi economica, conflitti e sfollamenti. “Incontriamo ogni giorno persone segnate dalla povertà, dalla perdita della propria casa e dai traumi della guerra”, racconta suor Antoinette. Le famiglie arrivate senza nulla, private di ogni mezzo di sostentamento, sorprendono per la loro straordinaria capacità di resistere. La loro solidarietà e l’attenzione verso gli altri, nonostante tutto, sono una testimonianza di speranza che sostiene anche noi che le accompagniamo.

Un futuro costruito con i giovani

Guardando al futuro, Merveille Mpudi, responsabile dei minori accolti nel Centro CARE di Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo, vede nei giovani il principale motivo di speranza: “Nonostante tutto, continuano a studiare e a sognare. La loro capacità di rialzarsi è straordinaria.” La Chiesa, attraverso parrocchie, congregazioni religiose, opere sociali e centri di accoglienza, offre a questi minori protezione, ascolto e sostegno concreto. Garantisce un ambiente sicuro, cibo, cure sanitarie, accompagnamento educativo e psicologico. Al tempo stesso lavora per ricostruirne la dignità e la fiducia.

Questi interventi, descritti come “piccoli granelli di senape”, creano opportunità per restituire dignità, attenzione e voce a chi vive ai margini e favoriscono percorsi di crescita e rinascita, sia personale che collettiva. Come sottolinea Papa Leone XIV nel Messaggio per la decima Giornata mondiale dei poveri, i poveri dei nostri giorni sono i dimenticati e gli emarginati: derubati di una parola e di un volto, oltre che del pane. La speranza è che questa giornata possa costituire una tappa significativa per riscoprire il volto di tanti fratelli e sorelle che cercano rifugio in Dio e desiderano sentirsi a casa nelle nostre comunità.

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