Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 8 Novembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Cronaca

Migranti rifiutano casa gratis: «Troppo piccola, non ci stiamo»

Due famiglie togolesi rifiutano un appartamento gratuito in Alto Adige, chiedendo di portare in Italia anche i figli. La situazione crea tensioni tra istituzioni e migranti.

Due famiglie di origini togolesi hanno rifiutato un appartamento gratuito di 90 metri quadrati offerto da un Comune dell’Alto Adige, affermando che la casa è «troppo piccola, non ci stiamo». La decisione ha scatenato tensioni tra le istituzioni locali e i migranti, che chiedono di portare in Italia anche i figli rimasti nel loro Paese. La situazione si è complicata a causa del rifiuto di accettare l’offerta, che prevedeva un periodo di 24 mesi di soggiorno gratuito, nell’ambito di un progetto di accoglienza diffusa che dovrebbe coinvolgere 94 famiglie di migranti con permesso di soggiorno.

La casa offerta e il rifiuto

La famiglia, composta da due genitori e tre figli, vive in Italia dal 2017 e ha ricevuto un’offerta di alloggio in un appartamento di 90 metri quadrati con giardino a Falzes, in Val Pusteria. L’offerta, però, non è bastata a soddisfare le loro richieste. I due togolesi hanno rifiutato l’alloggio, spiegando che la casa non è sufficiente per ospitare anche i tre figli rimasti in Togo, che vorrebbero portare in Italia attraverso il ricongiungimento famigliare. «Serve aiuto di Provincia», hanno detto, esprimendo una richiesta che non è stata soddisfatta.

La famiglia ha rifiutato l’offerta, nonostante l’aiuto offerto sia stato notevole. L’assessore al Sociale di Bolzano ha sottolineato che il progetto di accoglienza non prevede il ricongiungimento famigliare come priorità. Le famiglie sono tenute a accettare l’abitazione offerta e a contribuire alle spese, se possibile. Inoltre, sono disponibili servizi come tutor, supporto per la ricerca di lavoro e inserimento sociale. Chi non rispetta le regole perde il diritto a essere accolto nel sistema di accoglienza.

Le conseguenze del rifiuto

Il rifiuto dell’alloggio ha portato a una situazione critica: i bambini non vanno a scuola da un mese e vivono per strada, con il rischio di non ricevere un’adeguata assistenza. «Il problema è che ora ci sono tre bambini per strada», ha spiegato l’assessore, aggiungendo che il rifiuto dell’alloggio ha escluso la famiglia dal sistema di accoglienza. «Perdere questa opportunità è un disastro per loro e un dispiacere enorme per tutti noi che in questo tipo di accoglienza crediamo fortemente», ha concluso.

La famiglia, però, non ha intenzione di cambiare idea. «La volontà di portare anche i figli adulti in Italia la capisco, ci mancherebbe», ha detto l’assessore, ma ha sottolineato che la famiglia sapeva che non poteva ottenere il ricongiungimento immediato. La situazione ha messo in luce le tensioni tra le istituzioni e i migranti, che si sentono in diritto di ricevere aiuto, sostegno e accoglienza come se fossero atti dovuti.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha commentato la situazione, affermando che «un’altra possibilità è tornare nel vostro Paese». «Non vi va bene la casa da 90 metri quadrati con giardino che vi è stata offerta in Italia?», ha chiesto Salvini, mettendo in discussione la decisione della famiglia. Tuttavia, non tutti condividono questa posizione. Alcuni giornalisti e attivisti hanno difeso i migranti, sottolineando che la situazione è estrema e che non tutti i migranti si comportano in questo modo. La famiglia togolesa, però, non ha intenzione di rinunciare alle sue richieste. «Serve aiuto di Provincia», ha detto, esprimendo una pretesa che non è stata soddisfatta. La questione rimane aperta, con le istituzioni che dovranno trovare una soluzione per evitare che i bambini siano lasciati in mezzo alla strada, con il rischio di non ricevere un’adeguata assistenza.

Leggi anche