Il V Forum nazionale della Scuola del Popolo ha visto la partecipazione di oltre 250 persone nei giorni 25 e 26 settembre, a Oristano e Uras, con l’obiettivo di esplorare il rapporto tra cultura e relazioni umane nel segno del tema “Tempo di comunità”. L’evento, organizzato in due tappe, ha visto la partecipazione di rappresentanti di diverse regioni e ha messo in luce l’impatto concreto dell’esperienza nata a Oristano nel 2019. Il sindaco di Oristano, Massimiliano Sanna, e l’assessore regionale alla Cultura hanno espresso apprezzamento per l’impegno e l’efficacia del progetto.
Un modello per contrastare la solitudine
La Scuola del Popolo, in sette anni, ha realizzato 110 iniziative di animazione culturale, coinvolgendo oltre 1.700 partecipanti. L’associazione ha sottolineato come l’obiettivo non sia solo parlare di comunità, ma costruire occasioni reali in cui le persone possano incontrarsi, condividere conoscenze e produrre cultura. L’esperienza sarda è stata presentata come un modello esportabile in altri territori, con la possibilità di contrastare la solitudine attraverso la cultura e di preservare il patrimonio orale minacciato dallo spopolamento e dall’invecchiamento dei piccoli centri.
La cultura è uno strumento per creare relazioni e contrastare la solitudine.
Il 26 settembre, all’Istituto tecnico industriale Othoca, il Forum ha affrontato il tema dei Circoli di studio, con la relazione di Ivo Vacca, presidente dell’associazione Scuola del Popolo. Licia Mataresi e Tommaso Megale, della Scuola del Popolo di Livorno, hanno presentato l’esperienza dei Circoli di studio sviluppata in Toscana, offrendo un utile termine di confronto con la sperimentazione avviata in Sardegna. Nel suo videomessaggio, la vicesindaca di Livorno ha espresso la vicinanza della città al Forum e ha avanzato la proposta di un gemellaggio ideale tra Livorno e la Scuola del Popolo.
Un contributo di prestigio internazionale
Il Forum ha visto l’intervento del professor Guido Liguori, presidente della International Gramsci Society, con la relazione «Gramsci e la cultura popolare», seguito da un confronto con il pubblico. Un contributo di particolare prestigio, affidato a uno dei principali studiosi del pensiero gramsciano a livello internazionale. L’evento ha anche dato spazio alla cultura sarda, con i Tenores di Neoneli, lo scrittore e drammaturgo in lingua sarda Giampaolo Salaris e un momento teatrale in lingua sarda.
La cultura sarda è stata valorizzata come esempio di tradizione e innovazione.
Il terzo momento del Forum si è svolto a Uras, con l’inaugurazione delle tre sculture realizzate nel primo Simposio di scultura su basalto, promosso nel 2022: Metamorfosi di Giuseppe Solinas, Terra e luce di Jacopo Cau e Con-senso di Aurora Avvantaggiato. Le opere sono state presentate da Luigi Taras, direttore artistico del Simposio. Tre momenti diversi hanno composto così il V Forum nazionale, con un messaggio concreto: la cultura può contrastare la solitudine perché crea relazioni; e una rete di esperienze territoriali può consolidare comunità.



