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giovedì 8 Ottobre 2026

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Confermate le condanne in appello per l’assalto alla Cgil: i giudici romani condannano Fiore e Castellino

Confermate le sette condanne per l’assalto alla Cgil del 2021, i giudici di Roma hanno confermato le pene per Fiore e Castellino.

La Corte d’Appello di Roma ha confermato le sette condanne in appello per l’assalto alla sede della Cgil avvenuto durante la manifestazione No Green Pass del 9 ottobre 2021. Tra i condannati, il leader di Forza Nuova Roberto Fiore e l’esponente Giuliano Castellino, accusati di concorso in devastazione e istigazione a delinquere. La decisione, resa nota il 7 ottobre 2026, ha accolto anche la richiesta del Procuratore Generale Francesco Scavo, confermando le pene per i militanti coinvolti nell’episodio. L’attacco, avvenuto a Roma, ha visto centinaia di manifestanti sfondare l’ingresso della sede sindacale, danneggiando mobili, computer e altri beni. Mentre in diverse zone della Capitale si verificavano violenti scontri con le forze dell’ordine, con decine di agenti feriti, sono state arrestate 12 persone e denunciate altre 57 per reati come saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale.

Confermate le pene per i principali responsabili

La Corte d’Appello ha confermato le condanne iniziali per i principali responsabili dell’attacco. Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione, mentre Giuliano Castellino, esponente romano del movimento di estrema destra, ha ricevuto 8 anni e 7 mesi. Altri imputati, tra cui Luigi Aronica, Luca Castellini, Salvatore Lubrano, Lorenzo Franceschi e Pamela Testa, hanno visto confermate le loro pene, con un totale di 8 anni e 2 mesi per alcuni di loro. La Corte ha accolto la richiesta del Procuratore Generale Francesco Scavo, che aveva chiesto la conferma delle condanne. L’episodio, definito dall’organizzazione sindacale come un attacco al sindacato e alla democrazia, ha portato a una serie di procedimenti giudiziari, con le prime condanne già nel 2022 per il reato di devastazione e resistenza.

La Cgil ha definito l’episodio un attacco al sindacato e alla democrazia. L’organizzazione sindacale ha espresso forte indignazione per l’episodio, considerandolo un attacco diretto al sindacato e alla democrazia. Ha chiesto lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste, ritenendo che l’episodio rappresenti una forma di violenza e distruzione di beni pubblici. La decisione dei giudici di Roma ha rafforzato la posizione della Cgil e delle istituzioni democratiche, confermando che l’episodio non è stato dimenticato e che le responsabilità sono state chiaramente attribuite.

Un episodio che ha scosso Roma

L’assalto alla Cgil del 2021 ha suscitato grande indignazione e preoccupazione per la violenza e la distruzione di beni pubblici. La manifestazione No Green Pass, convocata a Roma contro il decreto-legge approvato dal Governo Draghi, ha visto un gruppo di manifestanti, tra cui esponenti di Forza Nuova, raggiungere la sede del sindacato e danneggiare gli spazi interni. Mentre in diverse zone della Capitale si verificavano violenti scontri con le forze dell’ordine, con decine di agenti feriti, sono state arrestate 12 persone e denunciate altre 57 per reati come saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale.

La Cgil ha chiesto lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste. L’organizzazione sindacale ha espresso forte indignazione per l’episodio, considerandolo un attacco diretto al sindacato e alla democrazia. Ha chiesto lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste, ritenendo che l’episodio rappresenti una forma di violenza e distruzione di beni pubblici. Sul piano giudiziario, per i fatti sono stati celebrati diversi procedimenti, con le prime condanne già nel 2022 per il reato di devastazione e resistenza.

La conferma delle condanne in appello rappresenta un ulteriore passo nella lotta contro le forme di violenza e distruzione di beni pubblici, in un contesto in cui il dibattito sulla democrazia e la libertà di espressione continua a essere al centro dell’attenzione pubblica.

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