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venerdì 9 Ottobre 2026

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Treno a idrogeno a Alghero: costi elevati e contesti di forte opposizione

Un progetto di ferrovia a idrogeno da 6,7 km con costi di 300 milioni suscita opposizione e dubbi su utilità e impatto ambientale.

Il progetto per la realizzazione di una ferrovia a idrogeno a Alghero, che collega la città all’aeroporto di Fertilia e alla rete metropolitana di Sassari, suscita forti perplessità e opposizione da parte di comitati cittadini, associazioni ambientaliste, esperti di trasporti e forze politiche. Nonostante venga presentato dalle istituzioni regionali come un’opera strategica per l’innovazione tecnologica e la transizione ecologica, il progetto è visto da molti come un investimento sproporzionato per un tratto di ferrovia così breve. Il valore complessivo dell’opera ammonta a una cifra compresa tra i 237 e gli oltre 300 milioni di euro, finanziati attraverso fondi Pnrr, risorse ministeriali, regionali e l’Accordo per lo Sviluppo e la Coesione.

Investimento sproporzionato per appena 6,7 chilometri

La nuova tratta ferroviaria coprirà soltanto 6,7 chilometri, per connettere la stazione di Mamuntanas allo scalo di Fertilia. Il costo complessivo rientra anche nell’acquisto di 8 convogli dedicati, la costruzione dei depositi di manutenzione e la realizzazione dell’impianto per la produzione del carburante. Un rapporto costi-benefici che molti giudicano sbilanciato per un tratto di raccordo così breve. L’opposizione sostiene che l’investimento potrebbe essere utilizzato in modo più efficace in altre aree, come l’elettrificazione della rete ferroviaria sarda o l’adeguamento di infrastrutture pubbliche.

Il tracciato ferroviario attraverserà oltre cento particelle catastali nella piana agricola della Nurra, un’area di grande valore agronomico e storico. L’infrastruttura introdurrà una pesante barriera fisica e visiva, con circa 1.070 metri di viadotti e oltre 4 chilometri di rilevato. Inoltre, il progetto prevede la realizzazione di un mini-polo industriale a Mamuntanas, con una centrale di produzione di idrogeno verde via elettrolisi. L’installazione di un parco fotovoltaico su circa 6,6 ettari di terreno agricolo e il prelievo di acqua potabile potrebbero alterare in modo permanente l’identità rurale del territorio.

Contestazioni politiche e dibattito pubblico

Il sopralluogo al cantiere della centrale dell’idrogeno a Mamuntanas ha riacceso la bufera politica. Il centrodestra algherese ha attaccato il centrosinistra, accusandolo di “doppiezza politica”. Secondo l’opposizione, la sinistra avrebbe alimentato le paure dell’agro in campagna elettorale promettendo di fermare il treno a idrogeno, salvo poi restare in silenzio e certificare l’avanzamento dei lavori una volta al governo della città. Il Partito democratico, dal canto suo, conferma di non aver mai cambiato posizione, di avere sempre le stesse enormi perplessità.

Il sindaco di Alghero, Raimondo Cacciotto, ha espresso la sua preoccupazione per la mancanza di un confronto iniziale con la comunità. L’unico incontro informativo pubblico è stato convocato dal Comune nell’ottobre 2024 a decisioni già operative. Cacciotto ha invitato a guardare oltre le polemiche, sottolineando che un aeroporto collegato via treno è certamente più difendibile e competitivo. Tuttavia, la questione rimane dibattuta e la comunità attende una risposta chiara su come l’investimento potrebbe realmente beneficiare il territorio.

La promessa di una stazione a Sa Segada è vista da molti come un “contentino” non richiesto.

Il coinvolgimento dei cittadini sulle tre ipotesi di viabilità per Tanca Farrà è considerato essenziale per un progetto sostenibile.

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