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lunedì 12 Ottobre 2026

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Cronaca

Asilo nido non in regola, genitori denunciano abuso e mancanza di sicurezza

Genitori denunciano asilo nido non in regola e mancanza di sicurezza a Marghera.

Genitori di bambini iscritti all’asilo nido “A casa di Miguel” a Marghera hanno denunciato un’organizzazione non in regola, che avrebbe offerto servizi non conformi alle normative e non garantito la sicurezza dei piccoli. I genitori, che hanno pagato le rette ma non ricevuto alcun servizio, hanno rivelato che la direttrice della struttura ha improvvisamente interrotto l’attività, senza restituire i soldi versati. La struttura, che si presentava come un centro ludico, avrebbe fornito pasti non conformi, educatrici non formalmente assunte e un ambiente privo di porte tagliafuoco e uscite di emergenza.

Rette pagate ma servizi non garantiti

Una mamma ha raccontato che ha versato cinquecento euro in contanti il 3 agosto per la retta di settembre, ma una settimana dopo la direttrice ha comunicato che il servizio sarebbe stato interrotto per motivi familiari. I genitori, che avevano iscritto i loro figli dal 2023 al 2026, hanno scoperto che l’educatrice era volontaria e non inquadrata come dipendente. Inoltre, i pasti erano acquistati al supermercato e scongelati, non come descritto inizialmente. La struttura, che aveva circa undici bambini iscritti, non rispettava le norme di sicurezza, con porte e uscite non conformi.

La direttrice ha interrotto il servizio senza dare spiegazioni né restituire i soldi. I genitori, che avevano pagato migliaia di euro, non hanno ricevuto alcun servizio e non hanno ricevuto alcun rimborso. La struttura, che si presentava come un centro ludico, aveva in realtà dato vita a un asilo nido non in regola, con un’organizzazione ben pensata ma non conforme alle normative.

Denunce e mancanza di risposte

I genitori, che non sono mai stati rimborsati, hanno unito le forze e hanno sollevato la situazione, facendo emergere i problemi della struttura. Le denunce alla guardia di finanza sono state quattro e tutte identiche. L’avvocato Stefano Chiaromanni, che difende la direttrice, ha spiegato che è stato avviato un piano di rimborso per i genitori non rimborsati. Tuttavia, la struttura, che aveva dato vita a un asilo nido non in regola, ha continuato a mentire sul servizio dei pasti e sull’organizzazione dei bambini.

La direttrice ha proposto una clausola di riservatezza per evitare la denuncia. I genitori, che avevano versato migliaia di euro, non hanno accettato questa soluzione e hanno continuato a cercare una risposta. La direttrice, che aveva anche proposto di rientrare, scansando la denuncia, non ha dato alcuna risposta ai genitori. La situazione ha suscitato preoccupazione tra i genitori, che hanno denunciato un modello di abuso non riconosciuto. La direttrice, che aveva dato vita a un asilo nido non in regola, ha lasciato i genitori in una situazione di totale incertezza. I genitori, che avevano pagato migliaia di euro, non hanno ricevuto alcun servizio e non hanno ricevuto alcun rimborso.

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