L’avvocato Gabriele Bordoni, legale dei poliziotti coinvolti nell’intervento su Abderrahim Fakir, ha chiarito che l’uomo non è morto durante l’arresto, ma dopo. L’episodio, avvenuto il 19 luglio a Bologna nel quartiere Pilastro, ha suscitato dibattiti e accuse, ma Bordoni ha sottolineato che i fatti sono stati documentati in modo chiaro e oggettivo. Secondo l’avvocato, l’intervento degli agenti è durato tre minuti e venti secondi e si è concluso senza violenza, con Fakir consegnato ai sanitari ancora vivo.
L’avvocato ha spiegato che gli agenti hanno agito con gesti appropriati, posizionando Fakir sul fianco per permettergli di respirare e evitando di gravare sul suo corpo. I video delle bodycam e quelli diffusi in rete mostrano un intervento gestito con professionalità, senza gesti di violenza. I sanitari presenti non hanno segnalato alcun problema, confermando che Fakir era ancora in vita al momento della consegna.
Le urla non indicano violenza
Nonostante le urla di Fakir registrate nei video, l’avvocato ha sottolineato che l’uomo aveva già chiamato aiuto per tre quarti d’ora, prima dell’intervento. «Salvo poi scoprire che urlava nello stesso identico modo, chiamando aiuto, da tre quarti d’ora, quando era completamente solo», ha detto Bordoni. Questo ha reso le urla non indicative di violenza, ma di un comportamento già presente prima dell’arrivo dei poliziotti. Il caso ha suscitato reazioni forti, con accuse di piano preordinato e di violenza durante l’intervento. Tuttavia, l’avvocato ha sottolineato che non ci sono prove di azioni violente, né di un piano di Stato. «Non è corretto sostenere che Fakir sia morto durante l’intervento di contenimento della polizia», ha affermato. L’episodio, pur drammatico, resta un caso in cui i fatti sono stati documentati in modo chiaro, senza ricostruzioni fantasiose.
Le analisi autoptiche e tossicologiche sul corpo di Fakir sono in corso e dovrebbero fornire ulteriori informazioni. L’avvocato ha espresso fiducia nel fatto che i dati scientifici chiariranno le cause della morte. «La relazione completa sulle presunte cause della morte di Fakir è attesa per lunedì», ha detto Bordoni. L’episodio rimane un caso complesso, ma l’avvocato ha ribadito che i fatti sono stati gestiti in modo corretto e professionale. Il caso ha visto l’intervento di due agenti, che hanno agito con prudenza e rispetto per la salute di Fakir. L’uomo, quarantaduenne italomarocchino con precedenti per detenzione di droga, era stato segnalato per comportamenti aggressivi. Gli agenti lo hanno osservato a distanza per oltre mezz’ora, cercando di calmarlo e avvisando il 118. L’episodio ha suscitato reazioni forti, ma l’avvocato ha ribadito che i fatti sono stati gestiti in modo corretto e oggettivo.
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