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lunedì 21 Settembre 2026

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Esteri

La missione europea sulla pesca inizia a Chioggia con un confronto tra pescatori e deputati

Il Parlamento europeo inizia una missione sull’Adriatico a Chioggia per valutare le sfide del settore pesca.

Il 21 settembre 2026, a Chioggia, si è aperta la prima tappa di una missione del Parlamento europeo volta a valutare le condizioni del comparto pesca nell’Alto Adriatico. I rappresentanti della Commissione pesca del Parlamento europeo, guidati dagli eurodeputati Anna Maria Cisint e Carlo Ciccioli, hanno visitato il mercato ittico all’ingrosso e hanno incontrato il sindaco Mauro Armelao, l’amministrazione comunale, le autorità locali e i rappresentanti delle associazioni della pesca. L’obiettivo della missione, che si svolgerà fino al 23 settembre, è raccogliere informazioni dirette sulle sfide che il settore sta affrontando.

Un confronto tra pescatori e istituzioni

La scelta di partire da Chioggia, una città profondamente legata al mare, è stata motivata dal ruolo chiave che il comparto svolge nella regione. La flotta locale conta 300 imbarcazioni e il settore garantisce circa mille posti di lavoro. Il sindaco Armelao ha sottolineato l’importanza del confronto diretto tra pescatori e rappresentanti istituzionali, sottolineando che «quando si parla di pesca bisogna ascoltare chi il mare lo vive ogni giorno». L’evento è stato definito «un confronto concreto e utile» per comprendere meglio le specificità del settore.

Durante l’incontro, sono state discusse le principali emergenze che mettono sotto pressione il comparto: la diffusione del granchio blu, i costi del carburante, il ricambio generazionale, i cambiamenti climatici e le difficoltà economiche delle imprese. Inoltre, sono state menzionate le conseguenze delle mucillagini e delle alte temperature, nonché l’impatto delle specie aliene. L’onorevole Cisint ha spiegato che la missione ha l’obiettivo di conoscere da vicino il crollo delle risorse ittiche e dei molluschi, nonché le conseguenze delle restrizioni e della riduzione dello sforzo di pesca.

Le regole europee devono adattarsi alle specificità dei mari

Il sindaco Armelao ha ribadito l’importanza di adattare le regole europee alle specificità dei diversi mari. «Il Mediterraneo non è il Mare del Nord, l’Adriatico non è uguale agli altri mari. Abbiamo specie, fondali, attrezzi, modalità di pesca e realtà economiche e sociali differenti. Le regole europee devono tenerne conto», ha sottolineato. La missione continuerà nei prossimi giorni con altre tappe a Sacca degli Scardovari, Goro, Cesenatico e Ancona, con l’obiettivo di raccogliere dati utili per migliorare le politiche di gestione del settore.

La visita si è aperta con la visita al mercato ittico all’ingrosso e si è conclusa con l’incontro istituzionale in municipio. Il comparto è legato «alla storia, all’identità e al futuro di intere famiglie». La missione, richiesta dagli eurodeputati, nasce con l’obiettivo di conoscere sul campo le condizioni del comparto: prevede incontri con pescatori, cooperative, associazioni, istituzioni locali e rappresentanti del mondo della ricerca, per raccogliere elementi sulle difficoltà di queste comunità. Le regole europee devono tener conto delle specificità dei diversi mari. La missione si svolgerà fino al 23 settembre, toccando altri porti dell’Adriatico.

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