Manifestazioni e scioperi si sono svolti a Parigi e in decine di città francesi, con la partecipazione di sindacati, studenti e movimenti di sinistra. L’obiettivo era mantenere la pressione, come avevano dichiarato i sindacati, che hanno sfilato insieme agli studenti mentre 20.000 appartenenti a La France Insoumise si sono radunati a Le Bourget per applaudire Jean-Luc Mélenchon. Nonostante il divieto, alcuni gilet gialli hanno tentato di manifestare a Place de la Concorde, ma sono stati identificati e multati. La polizia ha risposto con lacrimogeni e granate antiaccerchiamento.
Manifestazioni e tensioni a Parigi
La manifestazione partita da Place de la République si è conclusa a Nation con la lenta dispersione e con la fase abituale di contatto tra manifestanti e polizia. I casseurs, vestiti di nero e con il volto coperto, hanno avuto faccia a faccia con gli agenti, lanciando sassi, bastoni e razzi di fuochi d’artificio. La situazione si è ulteriormente riscaldata per alcune cariche della polizia, che hanno respinto i manifestanti per il movimentato fermo di un giovane che aveva incendiato i cassonetti nel centro della piazza. La polizia ha risposto con lacrimogeni e granate antiaccerchiamento, aumentando la tensione tra le due parti.
Il comizio di Mélenchon e le sue dichiarazioni
Intanto, Jean-Luc Mélenchon ha concluso il suo comizio affrontando la “crisi globale della civiltà umana”, ma più in particolare le due crisi emergenti, a Gaza e in Ucraina. Il leader di La France Insoumise ha promesso che, se dovesse raggiungere l’Eliseo, agirà frontalmente in soccorso dei palestinesi, non soltanto contro il genocidio a Gaza, ma anche contro l’annessione graduale della Cisgiordania. Ha anche sottolineato che le navi francesi, come quelle di Italia e Spagna, scorteranno le flottiglie di cittadini che si mobilitano per far valere i diritti dei palestinesi.
Le dichiarazioni di Mélenchon hanno suscitato reazioni forti tra il pubblico, che ha accolto con cori e slogan. Per quanto riguarda l’Ucraina, Mélenchon ha sostenuto che la soluzione passa da “concessioni territoriali chiedendo alle popolazioni coinvolte”, in particolare quelle del Donbass, “se sono d’accordo per ritrovarsi da questo lato della frontiera o dall’altra parte”. Il comizio è terminato con cori e slogan contro Emmanuel Macron, proclamando la “sovranità permanente del popolo” e inneggiando alla “gloria della nostra rivoluzione fondatrice”, quella del 1789.
La manifestazione di oggi è seguita da una nuova giornata di scioperi e manifestazioni martedì prossimo, organizzata dai sindacati, dalle organizzazioni dei liceali e degli studenti universitari e da quelle degli insegnanti. L’intersindacale riunisce le principali sigle e si propone di mantenere la pressione sul governo. Nonostante l’affluenza sia diminuita rispetto ai giorni precedenti, con 75.000 partecipanti contro i 350.000 dichiarati dagli organizzatori, le proteste continuano a essere un tema centrale del dibattito politico francese.



