Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 22 Settembre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Lavoro e scuola

Lavoratori italiani preferiscono welfare a aumento di stipendio: il 38% sceglie la cura dei familiari

Lavoratori italiani preferiscono welfare a aumento di stipendio: il 38% sceglie la cura dei familiari.

Per 7 lavoratori su 10 il welfare aziendale supera l’aumento in busta paga, con il 38% che privilegia la cura dei familiari. Questo dato emerge da una ricerca europea condotta da Epassi Italia, parte del GEBS (Great Employee Benefits Study), che ha analizzato le priorità dei dipendenti e le strategie delle aziende nell’ambito del benessere aziendale. L’indagine sottolinea come il welfare non sia più un semplice catalogo di servizi, ma un elemento chiave per la fidelizzazione e la soddisfazione dei dipendenti, con un tasso di fedeltà che sale al 94% grazie a pacchetti flessibili, supporto ai caregiver e genitorialità.

Il welfare non è solo un servizio, ma una risposta concreta alle esigenze reali dei dipendenti. La ricerca evidenzia come il 62% dei lavoratori a livello globale preferisca un investimento nel proprio benessere a un aumento salariale diretto, dimostrando come la qualità della vita lavorativa sia diventata una priorità non negoziabile. Questo cambiamento di prospettiva è confermato anche da report internazionali sul lavoro di cura, che indicano come l’assistenza ai familiari rappresenti un fattore critico di stress e possa influire negativamente sulla produttività e sulle assenze forzate.

Le priorità dei dipendenti: cura familiare e conciliazione vita-lavoro

In Italia, il quadro delle priorità evidenzia come il 46% dei dipendenti consideri le assicurazioni di vario tipo la prima richiesta, mentre il 38% privilegia il supporto ai familiari a carico. Questo dato intercetta una necessità urgente legata al carico di cura, alla genitorialità e all’assistenza familiare, confermando che le politiche di welfare più flessibili e vicine ai bisogni reali sono oggi il principale driver di soddisfazione e fidelizzazione. I dipendenti con un’alta soddisfazione per il proprio pacchetto welfare sono significativamente più propensi a rimanere nella propria azienda, con un tasso di fedeltà che sale al 94% a fronte del 69% registrato tra chi vive una scarsa soddisfazione.

Un’azienda che ignora questa realtà non sta solo perdendo un’opportunità di welfare, ma la fiducia delle sue persone. “I dati ci dicono qualcosa che chi lavora con le persone già sente: il peso della cura — di un figlio, di un genitore anziano, di un familiare in difficoltà — è diventato uno dei principali fattori di stress lavorativo”, sottolinea Paola Blundo, Amministratrice Delegata di Epassi Italia. “E con una forza lavoro che invecchia e vite professionali sempre più lunghe, questo peso non è destinato a diminuire.”

Un impegno valoriale per il futuro del lavoro

La sfida per il prossimo futuro non risiede nella mera introduzione di nuove categorie di spesa, quanto nella capacità di rendere i piani di welfare accessibili, flessibili e profondamente integrati con le priorità di vita delle persone. Un impegno e una visione valoriale che costituiscono le fondamenta imprescindibili su cui si innesteranno le nuove soluzioni tecnologiche e i nuovi strumenti pensati per semplificare ulteriormente l’accesso al benessere aziendale.

Il welfare che funziona non si esaurisce con un catalogo di servizi, ma risponde a una domanda semplice: di cosa hanno bisogno davvero le persone che lavorano per me, oggi e negli anni che verranno? L’indagine sottolinea come il welfare che funziona non si esaurisca con un catalogo di servizi, ma risponda a una domanda semplice: di cosa hanno bisogno davvero le persone che lavorano per me, oggi e negli anni che verranno?

Leggi anche