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martedì 22 Settembre 2026

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Schengen sospeso fino al 18 dicembre: Italia, Slovenia e Croazia rafforzano controlli ai confini

Sospensione Schengen fino al 18 dicembre: Italia e Slovenia rafforzano controlli ai confini.

Il trattato di Schengen, che garantisce la libertà di movimento tra i Paesi membri dell’Unione europea, rimane sospeso fino al 18 dicembre 2026. L’annuncio è arrivato dopo un vertice trilaterale tra il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro sloveno Franci Matoz e il ministro croato Davor Božinović, svoltosi a Villa Cattaneo a Pordenone. L’incontro, il settimo tra i tre Paesi, ha visto la partecipazione anche del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani e del Vice Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava.

Controlli rafforzati e dati sull’efficacia

La sospensione del trattato di Schengen, decisa dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023, è stata ribadita durante il vertice. Il ministro Ciriani ha sottolineato come la misura sia stata adottata con equilibrio e adeguatezza, senza incidere significativamente sui normali attraversamenti dei cittadini. I dati forniti dal ministero degli Interni mostrano un controllo esteso: 1,6 milioni di persone e 750mila veicoli sono stati ispezionati dal 20 novembre 2023 ad oggi. Tra questi, 12mila persone sono state fermate per irregolarità e 711 arresti sono stati effettuati.

Il ministro Piantedosi ha dichiarato che la misura è stata adottata in modo ponderato e che non ha praticamente influenzato i normali spostamenti dei cittadini. In particolare, ha ricordato che chi attraversa i confini per motivi lavorativi ha visto un impatto minimo. La sospensione, che durerà fino al 18 dicembre, è una misura temporanea volta a rafforzare la sicurezza lungo la rotta balcanica.

Dialoghi per una gestione condivisa dei confini

Il ministro Piantedosi ha annunciato che sono in corso dialoghi per ripristinare la situazione di normalità e per introdurre una gestione condivisa dei confini, simile a quella operativa a Mentone, sul confine francese. L’obiettivo è ripristinare al più presto la libertà di movimento tra i Paesi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva anticipato questa intenzione qualche giorno prima, sottolineando l’importanza di una collaborazione più stretta con la Slovenia. La sospensione del trattato di Schengen, che ha visto la Slovenia e la Croazia ripristinare le misure previste dall’accordo a luglio 2026, rimane una misura temporanea. La Croazia, che rappresenta il confine esterno dell’Unione, è stata indicata come un’area prioritaria per il rafforzamento dei controlli. Il ministro Piantedosi ha anche richiamato l’importanza di rilanciare il ruolo di Frontex, l’agenzia europea per la gestione dei confini, che non sta svolgendo al momento al meglio delle sue potenzialità.

La situazione ai confini esterni dell’Unione è oggetto di attenzione anche per quanto riguarda i Paesi extra UE, in particolare la Bosnia e la Serbia. L’obiettivo è creare una migliore cornice di sicurezza, con controlli più efficaci e una collaborazione più stretta tra i Paesi coinvolti. La sospensione di Schengen, pur rimanendo una misura di emergenza, è vista come un passo necessario per garantire la sicurezza e la stabilità lungo la rotta balcanica.

La sospensione di Schengen è una misura di emergenza volta a rafforzare la sicurezza lungo la rotta balcanica.
La collaborazione tra Italia, Slovenia e Croazia è cruciale per il ripristino della situazione di normalità.

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