Da più di vent’anni si occupa di reputazione Enea Angelo Trevisan, un esperto che ha seguito l’evoluzione di Internet e delle sue capacità di conservare informazioni. Secondo lui, il problema principale era sempre stato che Internet non dimentica. Ora, con l’intelligenza artificiale, sta nascendo un nuovo problema: Internet può ricordare anche ciò che non è mai successo. Questo cambiamento ha un impatto profondo sul modo in cui costruiamo la nostra fiducia. La certezza che una fotografia o un video rappresenti un fatto reale, che una registrazione abbia una voce reale, sta per essere messa in discussione.
La fiducia si costruisce con chi firma. La reputazione, secondo Trevisan, non è solo una questione di immagine o di comunicazione efficace. Serve soprattutto quando qualcuno deve prendere una decisione su di noi senza conoscerci abbastanza. La fiducia si costruisce con chi firma un contenuto, con chi lo produce e con chi ne assume la responsabilità. Con l’arrivo dei deepfake e dei contenuti generati da intelligenza artificiale, la domanda non è più solo come riconoscere il falso, ma come sapere se ciò che si vede è vero.
Il problema non è solo tecnologico
La diffusione di un video falso può causare danni immediati, ma il danno reale arriva dopo. Una notizia negativa può diffondersi in pochi minuti e richiedere mesi o anni per essere rimessa nel suo contesto. Con i contenuti sintetici, il problema rischia di diventare ancora più grave. Il falso viaggia alla velocità della curiosità, mentre la verità deve fermarsi a controllare. E mentre controlla, noi giudichiamo. Quando non sappiamo più cosa credere, la domanda diventa: chi lo ha pubblicato? Chi lo ha prodotto? Chi ne assume la responsabilità? La reputazione, in questi momenti, acquista un valore diverso. Se un’azienda ha costruito una storia coerente, ha comunicato in modo serio e ha fonti riconoscibili, avrà un momento in più per difendersi. Non è solo la tecnologia che deve rispondere, ma anche la capacità di costruire una storia credibile. La firma, il nome, la fonte, diventano elementi chiave per stabilire la veridicità di un contenuto.
La firma torna a essere importante
Con l’intelligenza artificiale, produrre contenuti diventerà sempre più facile e sempre meno costoso. E allora potrebbe accadere qualcosa di paradossale: più contenuti saremo in grado di produrre, più tornerà ad avere valore la firma. Non si tratta solo della firma di un giornalista, ma di chi dice: “questa cosa l’ho pubblicata io e ne rispondo”. La responsabilità, infatti, è un elemento chiave per stabilire la credibilità di un contenuto. Quando qualcuno mette il proprio nome su ciò che dice, esiste una responsabilità. E quando esiste una responsabilità, abbiamo almeno un elemento in più per decidere quanto credere a quella informazione.
Per molto tempo il problema di Internet è stato trovare le informazioni. Poi abbiamo dovuto imparare a selezionarle. Adesso, crediamo che dovremo imparare soprattutto a capirne la provenienza. E questo, per chi si occupa di reputazione, cambia parecchie cose. Non basta installare un sistema di certificazione, ma bisogna costruire fonti riconoscibili, archivi affidabili, una comunicazione coerente e soprattutto una storia alla quale si possa attribuire credibilità.



