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mercoledì 23 Settembre 2026

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Esteri

Putin e la “mortificazione” dello scudo NATO: una confutazione di Orsini

Alessandro Orsini confuta l’idea che lo scudo Nato in Europa orientale abbia influito sulla strategia nucleare russa.

La “mortificazione” di Putin, come descritta da Alessandro Orsini, si riferisce a un episodio durante un colloquio tra il presidente russo e il vice-presidente americano Joe Biden nel 2011. Secondo Orsini, Putin avrebbe espresso preoccupazioni circa lo scudo antimissilistico della NATO in Europa orientale, sostenendo che potesse minare la sua capacità di dissuasione nucleare. Tuttavia, l’analisi dei fatti rivela che le obiezioni russe non erano fondate e che lo scudo non ha mai rappresentato una minaccia reale per la strategia nucleare russa.

Lo scudo NATO e la sua effettiva portata

Lo scudo antimissilistico in Europa orientale, progettato per difendere i Paesi europei da un possibile attacco missilistico iraniano, è stato giustificato come misura di difesa collettiva. Tuttavia, la sua effettiva portata è limitata. La Russia possiede migliaia di testate nucleari operative, mentre la NATO dispiega solo poche decine di intercettori. Questa enorme sproporzione numerica rende quasi impossibile che lo scudo possa minare la capacità di dissuasione russa.

Le obiezioni russe e la loro mancanza di fondamento

Le obiezioni russe, inizialmente basate su timori di una minaccia diretta contro Mosca, non hanno mai avuto un fondamento tecnico solido. Anche i russi sapevano che lo scudo non poteva minacciare il loro deterrente nucleare. Le loro preoccupazioni riguardavano sempre possibili sviluppi futuri, non situazioni concrete. Inoltre, la cancellazione della quarta fase del progetto Epaa da parte di Obama nel 2013 ha ulteriormente ridotto la capacità dello scudo di intercettare missili intercontinentali russi. La politica estera americana, durante le amministrazioni Obama, ha visto un riorientamento verso il Pacifico e la Cina, con conseguenti tentativi di migliorare i rapporti con la Russia. Questo ha portato alla revoca dei piani per il Terzo Sito e alla sostituzione con lo European Phased Adaptive Approach (Epaa). Tuttavia, i russi hanno continuato a esprimere preoccupazioni, nonostante la riduzione della minaccia reale.

La confutazione di Orsini e i dati strategici

Alessandro Orsini ha attribuito un significato simbolico all’episodio con Biden, sostenendo che lo scudo avrebbe influito sulla strategia russa. Tuttavia, i dati strategici e missilistici dimostrano che questa interpretazione è errata. La Russia, con il suo arsenale nucleare, ha sempre mantenuto una capacità di dissuasione elevata, e lo scudo NATO non ha mai rappresentato una minaccia reale. La confutazione di Orsini, quindi, si basa su una mancanza di comprensione dei dati tecnici e strategici. Le obiezioni russe, anche se spesso esagerate, non hanno mai avuto un fondamento concreto. La politica estera americana, sebbene a volte criticata, ha sempre cercato di bilanciare la difesa europea con i rapporti con la Russia. La confutazione di Orsini, pur se intenzionata a sottolineare l’atteggiamento intransigente di Biden, non tiene conto delle complessità strategiche e tecnologiche del problema.

  • La Russia possiede migliaia di testate nucleari operative.
  • La NATO dispiega solo poche decine di intercettori in Europa orientale.
  • La cancellazione della quarta fase del progetto Epaa ha ridotto la capacità dello scudo.
  • Le obiezioni russe non hanno mai avuto un fondamento tecnico solido.

La confutazione di Orsini, sebbene intenzionata a sottolineare l’atteggiamento intransigente di Biden, non tiene conto delle complessità strategiche e tecnologiche del problema. Lo scudo NATO, pur se un elemento di difesa, non ha mai rappresentato una minaccia reale per la strategia nucleare russa. La politica estera americana, sebbene a volte criticata, ha sempre cercato di bilanciare la difesa europea con i rapporti con la Russia.

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