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lunedì 28 Settembre 2026

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USA-Cina: accordo commerciale su prodotti non sensibili per 60 miliardi di dollari. I prezzi dei cereali scendono, ma la soia è esclusa

Stati Uniti e Cina firmano accordo per ridurre tariffe su 60 miliardi di dollari di prodotti non sensibili. I prezzi dei cereali calano, ma la soia rimane fuori.

Il 28 settembre 2026, gli Stati Uniti e la Cina hanno annunciato un accordo commerciale per ridurre le tariffe su circa 60 miliardi di dollari di scambi bilaterali su prodotti definiti “non sensibili”. L’accordo, siglato dopo il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping a Washington, mira a sbloccare un accesso migliore al mercato per circa il 30% delle esportazioni statunitensi verso la Cina. I prezzi dei prodotti agricoli, come grano e mais, sono scesi dopo l’annuncio, ma la soia, considerata “strumento politico”, non è inclusa nella lista. La soia, principale prodotto agricolo esportato dagli Stati Uniti in Cina, rimane fuori dall’accordo, nonostante i grandi acquisti effettuati da Pechino quest’anno.

Un accordo che non risolve tutte le tensioni

L’accordo, che estende la tregua commerciale di due mesi fino al 10 gennaio, non risolve le principali controversie su controlli alle esportazioni, Taiwan, tecnologia dei chip e intelligenza artificiale. La soia, considerata un “strumento politico”, è esclusa, nonostante i commercianti privati abbiano pagato dazi del 13% per le importazioni. La Cina ha già superato la metà dell’impegno di acquistare almeno 25 milioni di tonnellate di soia all’anno, ma ha fatto meno progressi rispetto a una seconda promessa di acquistare ulteriori 17 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi.

La Cina ha anche annunciato di istituire un nuovo Gruppo di lavoro sull’agricoltura tra i due Paesi, con una riunione inaugurale prevista entro la fine del 2026. Inoltre, entrambe le parti si sono accordate sull’istituzione di un canale di comunicazione per la gestione degli incidenti in materia di intelligenza artificiale, con un dialogo di approfondimento entro la fine di novembre. La Cina ha anche detto che esaminerà e approverà le istituzioni di servizi finanziari straniere, comprese quelle con capitale statunitense, per consentire loro di operare e aprire filiali in Cina.

Un sostegno elettorale per Trump

Gli agricoltori, un blocco elettorale chiave per i repubblicani, sono attualmente nel pieno della raccolta di quest’anno e Trump ha cercato di mantenere il loro sostegno in vista delle elezioni di medio termine. L’accordo potrebbe offrire un po’ di sollievo agli agricoltori statunitensi, che affrontano costi elevati per carburante e fertilizzanti, aggravati dalle guerre in Medio Oriente e in Ucraina. Tuttavia, restano dubbi sulla rapidità con cui gli acquisti cinesi potranno aumentare a partire da ora.

Gli attacchi nel Mar Nero hanno ridotto i flussi provenienti da una regione chiave per le esportazioni, aumentando i prezzi dei cereali a livello globale e riducendo i grandi acquisti. Le azioni di alcuni produttori cinesi di elettrodomestici sono aumentate dopo la diffusione dei dettagli sui tagli tariffari, con Joyoung che ha registrato un balzo del 10% a Shenzhen e Bear Electric Appliance che ha guadagnato fino al 9,5%. Tuttavia, la spinta statunitense per vietare i componenti cinesi nei data center ha portato l’indice di riferimento delle blue-chip in calo di oltre il 2%, raggiungendo il minimo di un anno.

La soia, pur essendo il principale prodotto agricolo esportato dagli Stati Uniti in Cina, non è contemplata nell’accordo, nonostante i grandi acquisti effettuati da Pechino quest’anno. La Cina ha già superato la metà dell’impegno di acquistare almeno 25 milioni di tonnellate di soia all’anno, ma ha fatto meno progressi rispetto a una seconda promessa di acquistare ulteriori 17 miliardi di dollari di prodotti agricoli statunitensi.

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