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mercoledì 30 Settembre 2026

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Cronaca

Un’autista rifiuta una ragazza marocchina: «Faccio salire solo gli italiani»

Una ragazza marocchina di 14 anni viene rifiutata da un autista, la famiglia denuncia discriminazione.

Una ragazza marocchina di 14 anni è stata rifiutata da un autista su un autobus del servizio sostitutivo di Trenitalia, a causa della sua origine straniera. L’episodio, avvenuto domenica 27 settembre a Fossano, in provincia di Cuneo, ha suscitato reazioni da parte della famiglia e di enti locali che monitorano le discriminazioni. Secondo il racconto della ragazza, l’autista le avrebbe detto: «Faccio salire solo gli italiani», impedendole di salire nonostante avesse un biglietto regolare. Il fratello, 28 anni, ha assistito all’episodio e ha ripreso il confronto con l’autista, chiedendogli spiegazioni. L’azienda che gestisce il servizio, Stat, ha respinto le accuse di discriminazione, affermando che la ragazza è scesa volontariamente dal bus.

Una situazione contestata da entrambe le parti

La famiglia ha denunciato l’episodio, mentre l’azienda ha sostenuto che la ragazza avrebbe scelto autonomamente di scendere. Secondo la ricostruzione fornita dal Corriere della Sera, la ragazza stava cercando di raggiungere Cuneo, dove vive, ma l’autista le avrebbe negato l’accesso. Il fratello, avvisato dalla sorella, è intervenuto in stazione e ha ripreso il confronto con l’autista, chiedendogli spiegazioni. L’autista ha difeso le sue parole, affermando che la ragazza aveva capito male il suo discorso. La famiglia, però, ha sottolineato che la ragazza non è riuscita a tornare a casa e che il lavoro dell’autista è far salire tutti i passeggeri.

Reazioni istituzionali e politiche

La vicenda ha suscitato una reazione politica. La consigliera regionale di Alleanza Verdi e Sinistra, Giulia Marro, ha chiesto chiarimenti a Trenitalia e alla società responsabile del servizio sostitutivo. «Negare a una ragazza di 14 anni l’accesso a un servizio di trasporto pubblico per la sua origine è una discriminazione gravissima», ha dichiarato, chiedendo che, qualora i fatti venissero accertati, siano adottati i provvedimenti necessari. La Rete regionale contro le discriminazioni, attraverso la sede di Cuneo, ha preso in carico la segnalazione, mentre la famiglia ha rivolto la sua richiesta a un avvocato.

La situazione è in fase di approfondimento, con l’intervento dei carabinieri e la valutazione da parte di enti locali. L’azienda Stat ha inoltre precisato che impiega circa 200 dipendenti, tra cui lavoratori di diverse nazionalità, e ha respinto ogni forma di razzismo. La famiglia, però, continua a sostenere che l’episodio è stato un atto di discriminazione, che ha messo in discussione il rispetto dei diritti di tutti i cittadini, indipendentemente dall’origine.

La ragazza ha riferito che l’autista le aveva detto: «Faccio salire solo gli italiani», un episodio che ha suscitato indignazione e preoccupazione. La famiglia ha ritenuto che l’episodio fosse un atto di razzismo e ha deciso di segnalarlo alle autorità competenti. L’azienda, invece, ha sostenuto che la ragazza avrebbe scelto autonomamente di scendere, nonostante avesse un biglietto regolare. La vicenda ha suscitato una reazione anche da parte di enti locali che monitorano le discriminazioni, che hanno preso in carico la segnalazione e hanno chiesto chiarimenti.

La famiglia ha inoltre deciso di rivolgersi a un avvocato per cercare di ottenere una risposta soddisfacente. La ragazza non è riuscita a tornare a casa e ha dovuto attendere l’intervento dei carabinieri per risolvere la situazione. L’episodio ha suscitato una forte reazione da parte della comunità locale, che ha espresso preoccupazione per l’incidenza di comportamenti discriminatori nel settore dei trasporti.

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