Lo shiopan, un pane giapponese con cuore di burro salato e base croccante, sta conquistando l’Italia e sta diventando virale sui social. Arrivato dopo il successo in Corea e in Francia, il pane si distingue per la sua consistenza soffice, il sapore equilibrato e la capacità di attirare l’attenzione dei food addicted. Il fenomeno, che ha già conquistato le vetrine di Parigi e le boulangerie europee, sta ora spuntare anche in Italia, dove le bakery artigianali stanno iniziando a proporlo come novità. Lo shiopan, che si traduce in “pane salato” in giapponese, è uno dei lievitati destinati a segnare il 2027, al pari del croissant, secondo diverse testate gastronomiche internazionali.
Un prodotto d’impatto, con un twist deciso
Lo shiopan si distingue per la sua struttura unica: un impasto arricchito con burro, poco zucchero e latte, che si distende in un cilindro e si avvolge con un pezzo di burro freddo al centro. In cottura, il burro fonde lentamente, creando una cavità al centro e scendendo verso il fondo del panino. Il risultato è una base croccante e una mollica soffice, con un cuore di burro salato ben visibile al morso. La combinazione di crosta, mollica e cuore crea un’esperienza sensoriale a tre livelli, perfetta per i video ASMR che hanno reso lo shiopan un fenomeno virale in Asia.
Da Yawatahama a Parigi, il percorso del nuovo trend
Lo shiopan ha origine in Giappone, dove è stato sviluppato nella città di Yawatahama, nella prefettura di Ehime, intorno al 2003. La panetteria Pain Maison avrebbe messo a punto la ricetta, che è diventata popolare nel 2004. La diffusione in Corea del Sud ha dato un’esplosione commerciale, dove lo shiopan è diventato “sogeum-ppang”, un pane al sale con versioni creative come quelle con formaggio, aglio o creme. Da lì, il pane è arrivato in Francia, dove le bakery moderne lo hanno adottato in versioni innovative, come al miele o al formaggio.
In Italia, il fenomeno sta prendendo piede, con bakery come Kintsugi a Torino che lo hanno incluso tra le specialità giapponesi. Per le bakery italiane artigianali, lo shiopan rappresenta un’opportunità: non richiede laminatrici da croissant, ma una buona gestione degli impasti diretti e una materia prima di qualità, soprattutto burro. In cambio, offre un prodotto d’impatto, facilmente personalizzabile anche in chiave italiana, con idee che vanno dal burro e rosmarino alla crema di pistacchio, passando per versioni audaci con acciughe o formaggi freschi.
Il che significa che, tra non molto, potreste trovarvi al banco del bar a scegliere non solo tra brioche vuota o alla crema, ma anche tra cornetto e shiopan. Per riconoscere uno shiopan fatto bene, osservate tre cose: la base deve essere ben dorata, lucida ma non unta; l’interno, una volta spezzato, mostra una cavità pulita e una mollica soffice, non asciutta; al gusto, burro e sale devono essere presenti ma non aggressivi, senza retrogusto di bruciato. La combinazione di questi elementi rende lo shiopan un prodotto unico, che parla la stessa lingua della golosità, ma con un twist più deciso.



