L’isola caraibica Cuba, già in profonda crisi economica e energetica, ha visto ulteriore pressione da parte degli Stati Uniti con nuove sanzioni che limitano le operazioni finanziarie e riducono le autorizzazioni di viaggio per i cittadini americani. L’annuncio, fatto da Washington, arriva in un contesto di grave instabilità, con inflazione al 25%, carenza di cibo e carburante, blackout e crescenti difficoltà sul fronte sanitario. L’isola, con 9,4 milioni di abitanti, affronta una situazione di emergenza che si fa sempre più complessa.
Restrizioni finanziarie e limiti alle transazioni
Le nuove misure, aggiornate dall’Ufficio per il controllo dei beni stranieri (Ofac), vietano qualsiasi transazione finanziaria “indiretta” con le entità cubane soggette a sanzioni, in particolare quelle legate all’apparato di sicurezza e al consorzio economico dell’esercito cubano. Tra le altre misure, figura anche la revoca dell’autorizzazione che permetteva alle banche statunitensi di “aprire e mantenere conti a nome di un cittadano cubano, imprenditore indipendente del settore privato”, rilasciata dalla precedente amministrazione di Joe Biden. Queste restrizioni rappresentano un ulteriore inasprimento delle sanzioni imposte da Washington, che da gennaio ha introdotto un blocco petrolifero de facto, aggravando la situazione economica e energetica dell’isola. L’obiettivo, come ha dichiarato il presidente Donald Trump, è di ridurre il rischio per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, considerando Cuba situata a 150 chilometri dalle coste della Florida.
La crisi economica e le conseguenze sociali
La crisi economica cubana si fa sempre più profonda, con l’inflazione su base annua che ha raggiunto il 25,19% ad agosto, con un ulteriore aumento dei prezzi del 4,92% nello stesso mese. L’erosione del potere d’acquisto e la forte svalutazione del peso cubano hanno reso la vita quotidiana sempre più difficile per i cittadini. Il comparto di alimenti e bevande analcoliche, una componente significativa della spesa familiare, ha visto un incremento annuo di oltre il 36%.
La carenza di cibo e carburante si accompagna a blackout frequenti, che non fanno che aggravare la situazione. Dopo l’ennesimo guasto a metà settembre, l’elettricità è tornata prima nelle zone vicine agli ospedali, mentre molti residenti sono rimasti a lungo senza corrente, copertura cellulare e connessione a internet. Questo contesto ha reso sempre più complessa la situazione sanitaria. La mancanza di infrastrutture e di risorse ha reso la sanità un settore a rischio crescente. Circolano febbre dengue e chikungunya, mentre aumentano le malattie diarroiche acute, le epatiti e le infezioni respiratorie acute. Questi fenomeni sono legati a problemi fognari, carenze nel risanamento ambientale e nel trattamento delle acque reflue. La situazione sanitaria, già fragile, si fa sempre più preoccupante a causa della mancanza di risorse e infrastrutture adeguate.
La combinazione di sanzioni, crisi economica e problemi sanitari ha portato a una situazione di emergenza. La crisi generale, aggravata dall’inflazione galoppante e dall’obsolescenza delle tecnologie e infrastrutture, ha reso la vita quotidiana sempre più difficile per i cubani. La combinazione di fattori ha reso necessario un intervento urgente e significativo per migliorare la situazione.



