Rfi ha chiesto di rescindere il contratto con l’impresa D’Agostino Costruzioni, responsabile dei due cantieri che tengono bloccata la linea ferroviaria tra Lecco e Bergamo dal febbraio 2024. La richiesta, presentata a luglio al Collegio consultivo tecnico, fa riferimento a “gravi inadempimenti” dell’appaltatore riscontrati fino a quella data. Per chi viaggia tra le due province, l’ennesimo rinvio si traduce in un traguardo che si sposta da dicembre 2026 al 2028.
ritardi e mancanza di progressi
La società Rete Ferroviaria Italiana ha sottolineato che, negli ultimi diciotto mesi, i tecnici della direzione lavori hanno seguito da vicino i cantieri, richiamando più volte l’impresa al rispetto degli obblighi contrattuali con note formali. Tuttavia, i lavori non hanno registrato progressi significativi, con la percentuale delle opere completate che si attesta intorno al 25%. L’ultima scadenza ufficiale, indicata dall’amministratore delegato di Rfi Aldo Isi, resta dicembre 2027, ma il Corriere della Sera dà per quasi certo lo slittamento al 2028.
disagi per i viaggiatori
La chiusura della linea Lecco-Bergamo ha causato disagi significativi per i viaggiatori, con la chiusura dell’intera tratta durante l’estate. Chi parte da Lecco o dalla Valle San Martino diretto a Bergamo deve scendere a Ponte San Pietro e proseguire in autobus, mentre chi arriva dal Meratese passando da Carnate deve fare lo stesso. Nella fascia di punta del mattino, fra le 7.30 e le 9.30, i treni della Bergamo-Ponte San Pietro sono sostituiti da 38 bus navetta, riferisce il quotidiano. La situazione ha messo in allarme le istituzioni bergamasche, con la sindaca Elena Carnevali e il presidente della Provincia Gianfranco Gafforelli che hanno convocato un incontro per concordare le azioni da mettere in campo. Hanno firmato una lettera indirizzata al ministro per gli Affari regionali Roberto Calderoli, ai parlamentari ed europarlamentari bergamaschi, agli eletti del territorio in Regione, al presidente di Sacbo Giovanni Sanga e, per conoscenza, al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. l’obiettivo dichiarato è sbloccare i cantieri e ottenere tempi certi.
L’assessora regionale alle Infrastrutture Claudia Maria Terzi ha definito non più tollerabili i ritardi, prendendo atto della strada scelta da Rfi e chiedendo di recuperare il tempo perso. Se il Collegio consultivo tecnico dovesse dare ragione a Rfi, si aprirebbe il capitolo del nuovo appaltatore: resterebbe da capire se si scorrerà la graduatoria della gara originaria o se servirà bandirne una nuova. in entrambi i casi, altro tempo si sommerà ai ritardi già accumulati. La vicenda rappresenta un ulteriore segno di ritardi nella realizzazione di un progetto che, all’avvio dei lavori nel febbraio 2024, era atteso per dicembre 2026. A giugno Rfi aveva spostato il traguardo a fine 2027, ma l’estate ha aggiunto altre settimane di disagi, con la chiusura per lavori dell’intera Lecco-Bergamo.
- Contratto con D’Agostino Costruzioni in discussione
- Ritardi si spostano al 2028
- Disagi per i viaggiatori
- Chiesto l’aiuto delle istituzioni
La situazione rimane in attesa del pronunciamento del Collegio consultivo tecnico, che non ha ancora una data. La decisione potrebbe aprire nuove procedure e ulteriori ritardi, con conseguenze dirette sui viaggiatori e sull’infrastruttura regionale.



