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venerdì 2 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

Disuguaglianze nell’istruzione: il Mezzogiorno paga il prezzo delle disparità

Disuguaglianze nell’istruzione italiana: il Mezzogiorno paga il prezzo delle disparità regionali.

L’Italia, pur superando la media Ocse in alcuni ambiti, mostra un divario significativo tra nord e sud, con il Mezzogiorno che paga ancora il prezzo delle disuguaglianze nell’istruzione. Secondo l’ultima indagine Ocse “Education at glance 2026 – Panorama sull’istruzione”, i tassi complessivi di conseguimento di istruzione terziaria, come laurea e percorsi post diploma, tra i 25 e i 64 anni, evidenziano notevoli differenze regionali. Il divario Nord-Sud emerge chiaramente, con il Mezzogiorno che si trova a un livello di istruzione inferiore rispetto al resto del Paese.

Disparità regionali e accesso alle lauree

La regione con il tasso più basso di laureati è la Sicilia, con il 17%, mentre il Lazio si attesta al 29%. Tra le due, una differenza di ben 12 punti percentuali. Questo divario si riflette anche nei dati Piaac, che rivelano una bassa competenza in alfabetizzazione tra gli adulti italiani: il 35% ha una bassa competenza, mentre solo il 5% è considerato “ottimo performer”. La laurea, quindi, non è sempre sinonimo di cultura elevata, come sottolinea l’Ocse. La partecipazione alla scuola dell’infanzia è alta, con il 95% degli studenti che vi partecipa, ma il 39% non raggiunge livelli adeguati in lettura e il 44% in matematica. Questi dati, sebbene positivi, mostrano una situazione di grave disuguaglianza. Inoltre, il 30% degli adulti italiani ha una bassa competenza in alfabetizzazione, un dato che mette in luce la persistente mancanza di competenze di base.

La formazione non è solo un mezzo per acquisire conoscenze, ma anche un luogo di incontro e di costruzione di relazioni.

La formazione e la fiducia nelle istituzioni

Secondo il rapporto Istat 2026, tra i laureati oltre una persona su tre manifesta fiducia verso il prossimo, un valore più che doppio rispetto a chi possiede solo la licenza media. Questa fiducia si estende anche alle istituzioni: i laureati mostrano maggiore fiducia nel Presidente della Repubblica, nel sistema giudiziario e nel Parlamento europeo. Il presidente dell’Eurispes, Gian Maria Fara, ha sottolineato che per costruire una visione collettiva è necessario un processo di dialogo e compromesso che richiede istituzioni credibili, una cultura politica matura e una società civile attiva. La scuola, in questo senso, non è solo un luogo di apprendimento, ma anche di formazione di relazioni e di fiducia.

Le disuguaglianze nell’istruzione non sono solo un problema locale, ma un tema nazionale che richiede interventi mirati.

L’Italia, pur avendo superato la media Ocse in alcuni ambiti, si trova a un punto di svolta: il Mezzogiorno, con le sue disuguaglianze, deve trovare strade per superare le barriere che ostacolano l’accesso all’istruzione di qualità. La persistente mancanza di competenze di base e il divario tra nord e sud rappresentano un problema che richiede una risposta concreta e strutturata.

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