Il Merlot, simbolo del Ticino, si evolve: non è più solo un vino rosso. In Svizzera, in particolare nel Canton Ticino, il vitigno originario di Bordeaux si è trasformato in una gamma diversificata, che include versioni bianche, rosa e spumanti. Questa evoluzione, che si basa su una tradizione radicata e su innovazioni moderne, ha reso il Merlot un prodotto unico, capace di soddisfare diverse esigenze e palati. Il vino, introdotto nel 1906, ha trovato nel Ticino una seconda patria, dove oggi occupa oltre l’80% della superficie vitata cantonale.
Due macroregioni, due stili
La geografia del Merlot ticinese si divide in due macroregioni, separate dal passo del Monte Ceneri. A nord, nel Sopraceneri, la viticoltura è a tratti eroica, con terreni granitici e colline scoscese. Qui si conserva il fascino della tradizionale “pergola ticinese”, un sistema di allevamento che utilizza pilastri di granito locale. A sud, nel Sottoceneri, i suoli calcarei e i profili collinari più dolci ospitano filari moderni, allevati a Guyot, un sistema che favorisce la qualità e la meccanizzazione. Queste due aree rappresentano due diversi approcci alla viticoltura, ma entrambi si concentrano su un’unica identità: il Merlot.
Il Merlot si adatta a nuove esigenze e contesti, come dimostrano le sue versioni bianche, rosa e spumanti. Il Merlot Bianco, ottenuto vinificando le uve in bianco, è un esempio di innovazione locale. Questa versione offre un sapore fresco e sapido, ideale per abbinamenti con formaggi d’alpeggio e pesci di lago. Inoltre, il Merlot è stato spumantizzato in modo raffinato, con metodi come il Metodo Classico e il Charmat, sfruttando la struttura dell’uva rossa per creare spumanti di alta qualità. Il Rosato, infine, è un’alternativa leggera e fruttata, perfetta per anticipare la tavola.
Un legame tra passato e futuro
La versatilità del Merlot si riflette anche nella produzione, che può essere letta attraverso tre filosofie distinte: la tradizione, l’innovazione e il legame con il territorio. Le cantine storiche, come Gialdi Vini e Zanini, hanno portato il Merlot ticinese sulle tavole internazionali, mentre aziende come Tamborini Vini e Christian Zündel hanno introdotto nuove interpretazioni, come il Metodo Classico “SanZeno” e un approccio biodinamico. L’Azienda Agraria Cantonale di Mezzana, a Coldrerio, rappresenta invece il legame tra passato e futuro, dove la formazione dei vignaioli è integrata con la produzione di vini identitari.
Il Merlot ticinese si beve quasi tutto in Svizzera, prodotto in circa sei o sette milioni di bottiglie all’anno. Meno del 2% della produzione totale esce dal paese, grazie a una domanda interna che assorbe quasi tutto il prodotto. Questo dato riflette non solo la popolarità del vino, ma anche la sua qualità e la sua capacità di soddisfare le esigenze dei consumatori locali. Il Merlot, nonostante non sia un vino economico, è un prodotto che merita di essere scoperto, soprattutto in un contesto enoturistico che si sviluppa in modo significativo.
L’autunno è il momento ideale per visitare il Ticino e degustare il Merlot in tutta la sua varietà. I mesi da settembre a novembre trasformano Lugano nel fulcro dell’enoturismo svizzero, con eventi come la Festa d’Autunno e Vini in Villa. I “grotti”, storiche osterie ricavate nelle cavità naturali della roccia, offrono un’esperienza unica, dove il Merlot Bianco e il Rosato si abbinano a sapori locali, mentre i rossi strutturati esaltano la polenta cotta sul camino e i piatti tradizionali.



