Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha aperto un dibattito sulla sostenibilità del personale comunale, annunciando che il Comune non potrà sostenere, nei prossimi anni, più di 400 addetti. La decisione, spiegata in un comunicato, tiene conto degli aumenti dei costi e dei prezzi, che hanno reso sempre più difficile il mantenimento del numero attuale di dipendenti. La riduzione, che potrebbe portare a una diminuzione di circa 200 posti, è vista come necessaria per far tornare i conti, ma non senza preoccupazioni da parte dei sindacati. Il sindaco ha sottolineato che, nonostante la riduzione del personale, il Comune funziona lo stesso e non ci sono servizi che non funzionino.
Confronto tra sindacati e amministrazione
Le organizzazioni sindacali, tra cui la Uil Fp e la Csa Ral, hanno espresso preoccupazione per la mancanza di documenti che giustifichino la cifra di 400 addetti. «Al tavolo non è stato prodotto alcun documento sui fabbisogni, sulle professionalità o sulle attività sacrificabili», ha sottolineato la Uil Fp. I sindacati chiedono che venga definito un percorso preciso, in cui si stabiliscano prima i servizi da garantire e i loro standard, e solo dopo si determini il personale necessario.
La Csa Ral, invece, ha espresso favore per i chiarimenti del sindaco sulle dichiarazioni rese in Consiglio comunale sull’efficienza e la professionalità dei dipendenti. «Rendere più efficiente la macchina comunale può essere un obiettivo condivisibile», ha affermato la sigla sindacale. Tuttavia, ha aggiunto, «siamo contrari a un suo eventuale sottodimensionamento». La Csa Ral si dice disponibile a un confronto tecnico e costruttivo con l’amministrazione, insieme alle altre organizzazioni sindacali e alla Rsu, senza rinunciare alla tutela dei lavoratori e a servizi pubblici adeguati ai bisogni dei cittadini.
Efficienza e tutela dei servizi
Il sindaco ha sottolineato che, nonostante la riduzione del personale, il Comune funziona lo stesso e non ci sono servizi che non funzionino. «Oggi, con la metà, il Comune funziona lo stesso», ha detto Bandecchi. Tuttavia, ha aggiunto, «il dato va considerato e impone una riflessione». L’amministrazione, però, deve chiarire quali prestazioni saranno ridotte, quali tempi si allungheranno e quali costi verranno trasferiti all’esterno prima di procedere con la riduzione di ulteriori 200 posti.
La Uil Fp ha anche sottolineato che i cittadini vedono già le conseguenze della riduzione. «Una città non vive soltanto di opere e asfalto: servono tecnici che progettino e controllino i lavori, agenti che garantiscano sicurezza e viabilità, amministrativi che rilascino documenti e autorizzazioni, personale che riscuota le entrate e assistenti sociali che sostengano le persone fragili», ha affermato il sindacato. La sigla sindacale propone progetti pilota condivisi, formazione, tutela dei dati e verifica degli effetti sui processi. Le eventuali economie dovranno rafforzare i servizi più fragili, ridurre i carichi di lavoro e valorizzare anche economicamente il personale, senza trasformarsi automaticamente in posti cancellati. Il sindaco ha ribadito che non è contro la legge 104, ma ha sottolineato che quando si parla di forza lavoro, bisogna considerare anche le assenze. «104 e malattia sono diritti, ma quando parliamo di forza lavoro dobbiamo considerarne anche le assenze», ha concluso Bandecchi.
La riduzione del personale non deve compromettere la qualità dei servizi.
Un confronto costruttivo è necessario per trovare un equilibrio tra efficienza e tutela dei dipendenti.



