Guido Bertolazzi, capogruppo di Fratelli d’Italia a Treviso, ha annunciato la sua decisione di lasciare il partito dopo mesi di tensioni interne e attacchi pubblici. L’annuncio, reso pubblico attraverso una lettera di dimissioni, arriva in un momento di forte instabilità all’interno del movimento, con il capogruppo che accusa una crescente incompatibilità con la dirigenza provinciale. La situazione, secondo Bertolazzi, è diventata insostenibile a causa di un martellamento continuo da parte di una parte del partito diventata maggioritaria. L’ex capogruppo ha spiegato di aver provato a mantenere un rapporto costruttivo con gli alleati, ma di non poter più accettare di difendersi per difendere il partito.
Una scelta di principio
La decisione di Bertolazzi non è casuale, ma il frutto di un lungo periodo di pressione e attacchi. L’ex capogruppo ha ricordato di aver contribuito attivamente alla crescita del partito a Treviso, partecipando, collaborando e creando iniziative per il bene del partito, dei suoi elettori e della città. «Treviso non è un capoluogo qualunque, e sono consapevole dell’importanza di mantenere un’immagine forte e coesa, soprattutto a supporto della nostra leader», ha sottolineato. La sua vicinanza al sindaco e il contrasto con l’ala che ha in Crea il suo punto di riferimento hanno pesato sulle sue scelte, ma Bertolazzi ha rassicurato che non passerà a un altro partito e che Fratelli d’Italia rimarrà il suo riferimento.
Un caso emblematico
Il caso di Bertolazzi rappresenta una scintilla che ha acceso una nuova escalation di tensioni all’interno del partito. L’attacco più eclatante arriva da un evento in estate, il “pranzo tricolore” in via Fiumicelli, iniziativa partita da Prima i Trevigiani e raccolta da FdI grazie a Marina Bonotto. L’evento è diventato una passerella per il sindaco Conte, ma è stato visto come fumo negli occhi dai falchi di FdI guidati dall’avvocato trevigiano. L’attacco diretto a Bertolazzi, che ha cercato di mantenere un rapporto costruttivo con gli alleati, ha portato a un clima di tensione che ha reso difficile il lavoro quotidiano.
La lettera di dimissioni, inviata alle 13 di ieri a Giovanni Donzelli, Raffaele Zanon e Raffaele Freda, è stata accompagnata da poche righe ma molto dirette. «Purtroppo mi sono trovato a dover sopportare la “colpa” di essere considerato troppo vicino al sindaco, mentre ho cercato di mantenere un rapporto costruttivo con gli alleati», ha scritto Bertolazzi. L’ex capogruppo ha anche ricordato di aver gestito con coerenza e lealtà le difficoltà all’interno della coalizione, ma di non poter più accettare le schermaglie politiche legate a motivi personali. «Lascio con tristezza ma con la coscienza a posto», ha concluso.
Dal prossimo consiglio comunale, Bertolazzi lascerà quindi il gruppo di FdI per formare un gruppo misto che, al momento, comprende solo lui. La decisione segna un ulteriore passo nella crisi interna del partito, con due casi diversi che segnano una nuova escalation di tensioni. La situazione, però, non sembra destinata a migliorare, con una parte del partito che continua a esercitare pressione su chi non si allinea alle sue posizioni.



