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sabato 3 Ottobre 2026

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Economia

La Guyana si arricchisce grazie alla crisi energetica globale

La Guyana si trasforma in un gigante del petrolio grazie alla crisi energetica, con un PIL pro capite di 32.000 dollari.

Da Paese povero a gigante del petrolio

La Guyana, un tempo uno dei Paesi più poveri del continente americano, si è trasformato in pochi anni in uno dei più ricchi del Sud America. Il boom economico è stato alimentato dalla scoperta di enormi giacimenti di petrolio al largo delle sue coste, avvenuta nel 2015. Con lo scoppio della guerra in Iran a inizio 2026, il Paese ha sfruttato la crisi energetica globale per diventare uno dei principali beneficiari del mercato petrolifero. Oggi il PIL pro capite si aggira intorno ai 32.000 dollari, quasi 28.500 euro, un dato che segna un enorme salto rispetto al passato.

La Guyana ha iniziato a estrarre petrolio nel 2019 e, nel 2026, si prevede un reddito pubblico derivante dai combustibili fossili di circa 6,5 miliardi di dollari. La combinazione tra prezzi elevati e crescente domanda internazionale ha reso il petrolio del Paese uno dei più ambiti al mondo. Attualmente, il Paese produce circa 900.000 barili al giorno e dovrebbe raggiungere una capacità di 1,7 milioni entro il 2030. Secondo gli esperti, le riserve di petrolio pro capite sono inferiori soltanto a quelle del Kuwait.

Contrasti e criticità

Nonostante il progresso economico, la Guyana si trova di fronte a enormi criticità. La crescita del PIL ha portato con sé sviluppi immobiliari, eventi e festival internazionali, ma ha anche alimentato il malcontento per la distribuzione della ricchezza. Ne ha parlato pochi giorni fa il New York Times, raccontando una capitale, Georgetown, in cui auto come Lamborghini e Ferrari sfrecciano accanto a strade dissestate, case in rovina e canali di scolo a cielo aperto. Le infrastrutture non sono l’unico problema, ma anche la concentrazione delle risorse nelle mani di piccole élite e le gravi carenze dei servizi pubblici.

Il governo ha assicurato che le nuove risorse andranno a finanziare infrastrutture, l’istruzione universitaria gratuita e bonus di circa 500 dollari ai cittadini. Tuttavia, in molti denunciano la mancanza di equità e la scarsa qualità dei servizi. Il futuro resta incerto, poiché la rapida crescita della ricchezza si scontra con un problema di fondo: la mancanza di raffinerie in grado di trasformare il greggio in carburante. Il Paese è ancora costretto a importare benzina e diesel, e questo lo rende vulnerabile alle stesse fluttuazioni del mercato energetico che ne hanno decretato il boom. La Guyana, pur essendo un gigante del petrolio, deve affrontare la sfida di trasformare la sua crescita in un modello sostenibile e equo per tutti i suoi cittadini.

La Guyana si trova in una posizione strategica, ma la sua crescita economica non è senza rischi. La rapida espansione del PIL ha portato con sé una serie di sfide, tra cui la mancanza di infrastrutture e la concentrazione della ricchezza. Il governo ha cercato di rispondere a queste critiche con politiche redistributive, ma il futuro del Paese dipende da quanto riuscirà a equilibrare la crescita economica con la giustizia sociale e la sostenibilità. La Guyana, pur essendo un gigante del petrolio, deve affrontare la sfida di trasformare la sua crescita in un modello sostenibile e equo per tutti i suoi cittadini.

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