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domenica 4 Ottobre 2026

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Nuovi fondi per la bonifica dei territori contaminati, ma il dibattito si accende

Nuovi fondi per la bonifica dei territori contaminati, ma il dibattito si accende

Il governo ha stanziato 200 milioni di euro per la bonifica dei territori contaminati, un fondo destinato a accelerare i lavori e a migliorare la gestione del problema dei roghi tossici. L’annuncio, però, ha acceso un dibattito tra i rappresentanti del territorio e i politici, che mettono in discussione l’effettiva utilità e l’impegno reale del governo. La Campania, terra di roghi tossici, di falde acquifere violate e di una promessa di risanamento che si trascina da decenni, attende con ansia l’attuazione concreta di un piano che, per ora, appare solo un primo passo.

Un fondo per la bonifica, ma con tempi e governance chiari

Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che aumenta lo stanziamento a 200 milioni di euro, stringe i tempi sulle ordinanze a 150 giorni e blinda la governance del commissario unico, il generale Giuseppe Vadalà. L’obiettivo è accelerare le procedure e indirizzare le risorse verso le situazioni con maggiore urgenza. «Adesso viene la fase più importante: trasformare queste risorse in interventi concreti», ha sottolineato Vincenzo Santangelo, presidente della Commissione anticamorra, beni confiscati e Terra dei Fuochi del Consiglio regionale.

Il fondo, però, non è nuovo: era già stato stanziato in precedenti governi, ma ora è stato portato a 200 milioni di euro. «Il fondo esisteva già ed è assegnato al commissario Vadalà», ha ricordato l’onorevole Stefano Graziano, che ha richiamato alla prudenza. «Non vorremmo fosse la solita mossa elettorale: aspettiamo di vedere il decreto. Inoltre, bisogna verificare a cosa e come saranno destinate queste risorse».

Le critiche: fondi importanti, ma non sufficienti

Non tutti, però, sono soddisfatti. Il deputato del M5s Agostino Santillo ha espresso scetticismo: «Sul decreto verrebbe da dire “buongiorno” al Governo. I fondi disposti sono un primo passo, ma siamo sideralmente lontani dalle richieste dello stesso commissario da loro nominato, che necessita di 500 milioni nell’immediato e 2 miliardi in dieci anni». Il deputato del Pd Marco Villano ha invitato a tenere i piedi per terra: «Ben vengano fondi per le bonifiche, ma eviterei toni trionfalistici da campagna elettorale». Per lui, il fondo arriva dopo quattro anni e mezzo di governo e a ridosso delle elezioni.

Il dibattito si è acceso anche per il fatto che i fondi non sono nuovi, ma sono stati portati a 200 milioni di euro. «Il fondo esisteva già ed è assegnato al commissario Vadalà», ha ricordato l’onorevole Stefano Graziano, che ha richiamato alla prudenza. «Non vorremmo fosse la solita mossa elettorale: aspettiamo di vedere il decreto. Inoltre, bisogna verificare a cosa e come saranno destinate queste risorse». Nonostante le critiche, il governo ha dimostrato un impegno concreto per la bonifica. «Non è una battaglia politica: è una battaglia di vita», ha sottolineato Gimmi Cangiano, deputato di Fdi e vicepresidente della Commissione parlamentare Ecomafie. «Per anni abbiamo chiesto che lo Stato facesse sentire fino in fondo la propria presenza. Oggi quella presenza si traduce in strumenti, uomini e risorse». L’obiettivo è che i fondi si trasformino rapidamente in caratterizzazioni, cantieri e territori restituiti ai cittadini.

La Campania, però, attende con ansia anche per il polo oncologico, che non ha ancora visto l’arrivo dei fondi. «A un anno e mezzo circa dall’approvazione dell’ordine del giorno presentato dall’onorevole Stefano Graziano non è stata individuata alcuna risorsa», ha ricordato Marco Villano. Il dibattito, quindi, non si ferma: il governo deve dimostrare non solo l’impegno, ma anche l’effettiva capacità di attuare un piano che possa realmente migliorare la qualità della vita dei cittadini.

La Campania attende con ansia l’attuazione concreta di un piano che, per ora, appare solo un primo passo.

Il fondo esisteva già ed è assegnato al commissario Vadalà.

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