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domenica 4 Ottobre 2026

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Economia

Il primo volo cargo da Grottaglie apre una rotta per il Sud

Il primo volo cargo da Grottaglie apre una rotta per il Sud, con merci come uva e insalata dirette a Istanbul.

Il primo volo cargo da Grottaglie è realtà. Dopo anni di progetti e sogni, oggi l’aeroporto ionico ha visto decollare il primo carico diretto a Istanbul, un passo importante per il Sud Italia. Il Boeing 737F di Poste Air Cargo ha lasciato la pista alle 9.30, portando con sé prodotti locali e regionali, come uva da tavola, susine e insalata. L’evento segna l’inizio di una rotta che potrebbe trasformare Grottaglie in un hub internazionale per il Mezzogiorno.

Un primo passo verso l’internazionalizzazione

Il volo cargo non è solo un simbolo, ma un’azione concreta. Il carico, composto da merci fresche e prodotti agroalimentari, è il primo di una serie che dovrà dimostrare la capacità del terminal di Grottaglie di collegare il Sud con mercati esteri. La strategia degli operatori è quella di procedere gradualmente, anche perché molte aziende hanno contratti già in essere con altri hub. Il 17 ottobre è fissata la prossima partenza, con l’obiettivo di aumentare la frequenza e la varietà delle merci trasportate. Un contrattempo ha fatto saltare l’imbarco dei pasticciotti di Martinucci, ma il prodotto sarà parte del carico successivo. La frase «Fatto a mano, ma che mano», scritta tra le piastrelle del terminal, assume un significato particolare. Non è solo un richiamo al lavoro artigianale, ma un simbolo del nuovo ruolo che Grottaglie si propone di assumere: non più solo un aeroporto, ma un punto di partenza per le produzioni del Sud.

La scommessa del Sud

La scommessa di Grottaglie non è solo su una rotta, ma su una visione più ampia: far decollare il Sud attraverso una rete di collegamenti internazionali. Il terminal, recentemente rinnovato, è stato trasformato in un punto di raccolta per merci provenienti da diverse regioni, come la Campania. La novità è nella destinazione: il volo per Istanbul permette alle merci di entrare in una rete più vasta, con accesso a oltre 300 destinazioni. La catena del freddo, tuttavia, si gioca a terra, grazie a strutture dedicate all’immagazzinamento e alla gestione delle merci fresche.

Il Boeing non ha celle frigorifere a bordo. La partita della catena del freddo si gioca quindi a terra, nelle strutture del terminal cargo realizzato da Gesfa, dove sono state predisposte le condizioni per la gestione delle merci fresche. L’ex inceneritore interno è stato trasformato in una struttura coperta di circa 3.200 metri quadrati, con celle frigorifere e spazi destinati alla movimentazione. Un’infrastruttura pensata non soltanto per frutta e verdura, ma anche per merci farmaceutiche, aerospaziali, elettroniche e automotive.

La continuità sarà un banco di prova per il progetto. Più merci raccolte, più aziende coinvolte, più collegamenti potranno rendere il terminal un punto di riferimento per il Sud. La Regione Puglia, con un investimento superiore a 1,3 milioni di euro, ha promosso un progetto sperimentale che prevede una fase di avvio triennale, dal 2026 al 2028. Per ora, però, a Grottaglie si guarda verso Istanbul, dove il Boeing è pronto a ripartire. Il volo cargo è realtà, e con esso, una nuova possibilità per il Sud.

Il primo carico è un inizio, non un arrivo.
La scommessa del Sud si gioca con la continuità.

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