Gaia De Gol, una ragazza di 15 anni di Colderù, è morta il 15 luglio 2025 a Cesana Beach, a causa di un incidente in cui è stata travolta da un masso. L’episodio ha scatenato un’inchiesta della Procura di Belluno, che indaga sulla responsabilità e sulla sicurezza dell’area. A oltre un anno dal decesso, le indagini proseguono per chiarire le competenze e le misure da adottare per prevenire simili tragedie.
Responsabilità e competenze in gioco
La Procura ha disposto una perizia tecnica per valutare la gestione dell’area e il ruolo del Comune di Borgo Valbelluna, che non aveva adottato provvedimenti per vietare l’accesso alle zone più vicine allo sbarramento di Busche. L’area di Cesana si trova in un punto in cui si intrecciano responsabilità di diversi soggetti: Comune, demanio statale, infrastrutture viarie gestite da Veneto Strade e l’impianto idroelettrico di Enel Green Power. Le competenze sono uno dei nodi ancora da chiarire. L’assenza di segnalazioni o divieti potrebbe aver contribuito al rischio che ha portato alla tragedia. L’indagine si concentra anche sulle misure adottate da Veneto Strade, che aveva predisposto indicazioni sul possibile innalzamento del livello del Piave in occasione dell’apertura delle paratoie.
La dinamica dell’incidente
La tragedia è avvenuta il 15 luglio 2025 quando Gaia De Gol si trovava a Cesana Beach con due amiche. Avevano deciso di arrampicarsi sotto uno dei pilastri del viadotto che sovrasta la spiaggetta, forse per una foto. Solo che alcuni massi della scogliera si staccarono e uno travolse proprio Gaia, uccidendola. L’amica rimase ferita. La zona, frequentata d’estate da giovani e famiglie, non risultava interdetta all’accesso. Da quel momento è partita l’inchiesta per ricostruire non solo la dinamica del distacco dei massi, ma anche la situazione della sicurezza nell’area. L’assenza di provvedimenti per vietare l’accesso alle zone più vicine allo sbarramento di Busche è un elemento su cui si concentrano le indagini.
Il Comune e l’ipotesi di iscrizione nel registro degli indagati
Le indagini hanno anche messo in luce un’attenzione particolare rivolta al Comune di Borgo Valbelluna. Nelle ultime ore è circolata l’ipotesi che il sindaco Stefano Cesa possa essere stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio colposo e lesioni colpose. Tuttavia, il primo cittadino non conferma questa ipotesi e ha dichiarato che le indagini sono ancora in corso e che nessuno ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini. Il quadro resta comunque quello di un procedimento aperto, con ruoli e responsabilità da chiarire. La Procura continuerà a esaminare le prove e a valutare le misure necessarie per garantire la sicurezza in aree simili, al fine di prevenire futuri incidenti.



