Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

martedì 6 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Esteri

Bally Bagayoko, il sindaco di Saint-Denis in piazza con gli studenti francesi

Il sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko, si schiera al fianco degli studenti francesi durante le proteste scolastiche.

Il sindaco di Saint-Denis, Bally Bagayoko, si è reso protagonista durante le proteste studentesche in Francia, scendendo in piazza al fianco degli studenti che bloccano i licei. Il 6 ottobre, il primo cittadino ha cercato di riportare la calma nel corteo, prima di essere accompagnato fuori dalla manifestazione. La sua partecipazione ha suscitato interesse e attenzione, rendendolo uno dei politici più riconoscibili nella mobilitazione studentesca. Bagayoko, noto per le sue posizioni radicali e la sua vicinanza ai giovani, ha espresso sostegno alle rivendicazioni degli studenti, sostenendo la loro legittimità.

Un sindaco in prima linea

Bagayoko, nato a Levallois-Perret nel 1973, ha trascorso gran parte della sua vita a Saint-Denis, un comune popolare a nord di Parigi caratterizzato da profonde disuguaglianze sociali. Cresciuto in una famiglia di origine maliana, ha frequentato il liceo Paul-Éluard, uno degli istituti coinvolti nelle proteste di queste settimane. Dopo anni di attività politica, tra cui incarichi come assessore e consigliere dipartimentale, è stato eletto sindaco di Saint-Denis-Pierrefitte il 15 marzo 2026 con il 50,77% dei voti. Nei primi mesi di mandato, ha concentrato l’azione su scuola, casa e politiche giovanili, cercando di ristabilire il legame tra i giovani e l’istituzione.

La sua vicinanza agli studenti lo ha reso un simbolo di una politica più vicina ai giovani. Durante le proteste, ha sostenuto che «la loro legittimità è totale», ma ha anche riconosciuto che in alcune circostanze «la violenza può essere legittima». Queste parole, però, sono state contestate dal governo, che ha definito la violenza non legittima. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha replicato che «la violenza non è mai legittima», e il prefetto di polizia di Parigi ha segnalato una possibile «provocazione a commettere un reato».

Un percorso politico radicato nei quartieri

Bagayoko ha costruito la sua carriera politica nei quartieri popolari di Saint-Denis, dove ha lavorato per migliorare le condizioni di vita dei giovani. Ha firmato un’ordinanza contro gli sfratti e ha distribuito gratuitamente materiale scolastico agli alunni delle scuole elementari. Sul fronte della sicurezza, ha chiesto agli agenti municipali una presenza più assidua nei quartieri e un maggiore lavoro sul rapporto con i giovani. Questa linea, però, ha suscitato proteste e rallentamenti da parte di alcuni esponenti della polizia.

La sua decisione di rimuovere il ritratto di Macron ha suscitato dibattiti. Bagayoko ha spiegato la scelta come una protesta contro l’incapacità dello Stato di ridurre le disuguaglianze sociali. La sua vicinanza agli studenti e la sua partecipazione alle proteste lo hanno reso un simbolo di una politica più vicina ai giovani, ma anche un bersaglio di critiche e insulti razzisti.

Il 28 settembre, Bagayoko è tornato davanti al liceo Paul-Éluard, il luogo in cui ha studiato da ragazzo. Ha invitato il primo ministro Sébastien Lecornu a raggiungere Saint-Denis per ascoltare gli studenti. «Le loro rivendicazioni sono legittime», ha sostenuto. Poco dopo, è apparso davanti al liceo professionale Frédéric-Bartholdi, dove un cassonetto è in fiamme. Ha spostato il cassonetto e si è allontanato dalle fiamme, mentre gli studenti iniziano a scandire il suo nome. La sua partecipazione ha suscitato reazioni sia positive che negative, con alcuni commentatori che lo hanno paragonato a un «grande scimmione» e a un «capo tribù».

Leggi anche