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martedì 6 Ottobre 2026

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La Regione Puglia chiede chiarimenti alla Corte costituzionale sul nuovo sistema di finanziamento alle Regioni

La Regione Puglia presenta ricorso contro il decreto nazionale sul federalismo fiscale, chiedendo certezza e autonomia reale per le Regioni.

La Regione Puglia ha deliberato di proporre un ricorso davanti alla Corte costituzionale contro l’articolo 33 del decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147, che introduce un nuovo sistema di finanziamento alle Regioni. La decisione, annunciata il 6 ottobre 2026, nasce da un dibattito interno sulla mancanza di certezza e di autonomia reale per le Regioni, in un contesto in cui il federalismo fiscale è stato adottato senza l’intesa della Conferenza unificata.

Un sistema di finanziamento incerto

Secondo il testo del decreto, dal 2027 circa 5,8 miliardi di trasferimenti statali alle Regioni, relativi alla quota non sanitaria dell’IVA, ai libri di testo, al welfare dello studente e soprattutto al fondo per il trasporto pubblico locale, saranno sostituiti da una quota derivante del gettito dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF). Tuttavia, se il gettito cresce, l’eccedenza resta allo Stato, mentre le Regioni non potranno trattenere più della quota storica. I maggiori costi dei servizi resteranno a carico delle Regioni, senza un quadro chiaro di riparto.

La Regione sostiene che il sistema non garantisce certezza né autonomia reale.

La Regione Puglia sostiene che il sistema introdotto rischia di essere un federalismo di facciata. L’aliquota e i criteri di riparto per definire le somme spettanti alle singole Regioni sono del tutto incerti, in quanto rinviati a futuri decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. “Non ci opponiamo per principio al federalismo fiscale, ma vorremmo risorse certe, autonomia reale e regole scritte nella legge senza rimetterle a ulteriori dispositivi futuri”, ha dichiarato il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro.

La Regione sottolinea che il sistema attuale non permette alle Regioni di programmare i bilanci 2027-2029 senza sapere quanto riceveranno. Inoltre, non accetta che i territori con meno capacità fiscale, proprio quelli che hanno più bisogno, siano costretti a pagare i costi crescenti dei servizi. Per questo motivo, la Giunta regionale ha dato mandato per il ricorso alla Corte costituzionale, non per fermare una riforma, ma per chiedere che sia attuata nel rispetto della Costituzione e del confronto con le Regioni.

Un impegno per i cittadini

La Regione ha espresso un impegno per i cittadini, sottolineando l’importanza dei servizi essenziali.

La Regione Puglia ha espresso un impegno per i cittadini, sottolineando che il ricorso è stato presentato con spirito di collaborazione istituzionale. “Lo facciamo nell’interesse dei cittadini”, ha aggiunto Decaro, ricordando che il sistema attuale riguarda servizi essenziali come il trasporto pubblico, il diritto allo studio degli studenti e i libri di testo, che pesano sui bilanci delle famiglie. La Regione sostiene che senza certezza e autonomia reale, i territori del Sud, in particolare, non potranno investire in modo significativo. Il ricorso alla Corte costituzionale rappresenta un passo importante per la Regione Puglia, che cerca di garantire un sistema di finanziamento alle Regioni più equo e trasparente, in linea con le esigenze dei territori e con i principi della Costituzione.

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