Il settore terziario italiano registra una crescita a ritmi ridotti a settembre, in linea con una dinamica di progressivo rallentamento. Secondo i dati PMI® elaborati da S&P Global, l’Indice dell’Attività Economica si è attestato a 51.7, il valore più debole del trimestre, ma comunque sopra la soglia di espansione (50). L’incremento dell’attività è sostenuto da un flusso maggiore di nuovi ordini esteri, che hanno segnato un rialzo più vigoroso da maggio 2024, a testimonianza di una domanda internazionale in netta ripresa. Tuttavia, la debolezza della domanda interna rimane la principale causa dell’indebolimento del ritmo di crescita generale.
Costi operativi in aumento e pressione sui prezzi
La pressione sui costi operativi è aumentata per il secondo mese consecutivo, con un tasso di inflazione dei prezzi d’acquisto che si è mantenuto elevato. Circa il 36% delle aziende monitorate ha segnalato aumenti delle spese operative mensili, contro appena il 3% che ha invece indicato una diminuzione. Tra i fattori all’origine di questo rialzo, S&P Global cita il conflitto in Medio Oriente, che ha spinto al rialzo i costi di energia, carburanti, trasporti, salari e pedaggi. Di conseguenza, anche le tariffe applicate ai clienti finali sono salite, segnando il tasso di inflazione più alto in quasi due anni e mezzo.
Le aziende hanno registrato un aumento dei prezzi, ma solo il 13% ha deciso di aumentare i prezzi di vendita. La stabilità della domanda ha incoraggiato un maggiore trasferimento degli aumenti sui clienti finali. Tuttavia, le preoccupazioni relative alle condizioni economiche generali – in particolare l’aumento dei tassi di interesse – hanno continuato a pesare sulle prospettive future, mantenendo il livello di ottimismo al di sotto della media storica della serie.
Occupazione in crescita ma a tasso ridotto
Sul fronte occupazionale, il settore terziario italiano continua a creare posti di lavoro, ma il tasso di assunzione ha registrato il valore più lento da giugno. Le imprese hanno mantenuto un atteggiamento prudente, complice una minore pressione sulla capacità operativa: il volume degli ordini inevasi è rimasto sostanzialmente invariato, segno che la capacità produttiva è sufficiente a gestire il carico di lavoro attuale. Le aziende hanno continuato ad assumere, ma a tasso minore, vista la diminuzione della pressione sulla capacità operativa. Le aziende intervistate hanno motivato l’aumento dell’attività con maggiori volumi di vendita e l’acquisizione di nuovi clienti. La tenuta del settore è affidata soprattutto alla capacità di intercettare la domanda estera e alla prudenza nella gestione delle risorse.
Il quadro composito mostra una dinamica a due velocità: da un lato il terziario, che continua a espandersi seppur a ritmi ridotti; dall’altro il manifatturiero, che ha invece continuato a registrare una contrazione, seppur più lieve. Per le PMI italiane del terziario, il messaggio che emerge dai dati di settembre è chiaro: la domanda interna resta fragile e i costi operativi continuano a salire.



